Si chiude il ciclo culturale promosso dall’Hospice di Abbiategrasso. Giovedì 26 marzo 2026 alle 21 al Cinema Al Corso (c.so San Pietro, 49 – Abbiategrasso) andrà in scena l’ultimo appuntamento del DAT Festival,
Un argomento sensibile
“Fine vita: quale diritto?”, avrà come ospite Chiara Lalli, una bioeticista, giornalista e fa parte dell’Associazione Luca Coscioni in qualità di consigliera generale per la libertà di ricerca scientifica.
La lente della bioetica
Chiara Lalli ha da sempre affrontato con grande lucidità il tema del “fine vita” attraverso la lente etica e bioetica. Il questo senso ha spesso riflettuto e scritto sullo strumento delle DAT, che mettono a disposizione delle persone una possibilità importante di autodeterminazione: ma è davvero per tutti così? Quali sono le criticità etiche che ancora permangono quando si parla di fine vita? E
soprattutto, esistono dei diritti che non sono “uguali” per tutti in termini di disponibilità, conoscenza e possibilità logistiche?
Un percorso normativo
Partendo dal presupposto che il malato è l’unico legittimo giudice della sua sofferenza e della qualità della sua vita, Chiara Lalli ci accompagnerà, attraverso le sue esperienze di studiosa di etica e bioetica, oltre che di giornalista e di studiosa di diritto sanitario, proprio in questo tema: “Fine vita: quale diritto?” La dignità della vita, in tutte le sue fasi, deve rimanere l’obiettivo di ogni sviluppo della normativa, e proprio per questo le cure palliative sono considerate il fronte avanzato per una vera rivoluzione nel campo della cura, liberando il malato dalla dicotomia tra il “vivere soffrendo” o il “morire”. Insieme alla giornalista proveremo a capire quali sono le possibilità, ma anche i limiti e le criticità di quello che oggi si intende quando si parla di “fine vita”.
L’appuntamento rientra nel calendario delle iniziative del DAT Festival, un ciclo di eventi pensato per fare chiarezza sull’incandescente materia che riguarda il fine vita e le tematiche legate alla dignità del paziente. L’acronimo scelto, DAT, che nella legge 219/2017 indica le “Disposizioni Anticipate di Trattamento”, viene preso in prestito dal Festival e declinato nei concetti di Dignità, Autodeterminazione e Tutela. L’obiettivo è quello di fare chiarezza in una materia che da quel 2017 ha visto un dibattito sempre molto acceso. Inoltre le DAT, note anche con il termine Testamento Biologico, rimangono ancora oggi, a distanza di quasi 10 anni, poco note, poco chiare e poco frequentate. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.