Sei stanze per raccontare la vita, l’arte e l’impegno civile di Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997.
«Cent’anni Fo», oggi l’inaugurazione
Si intitola «Cent’anni Fo – La mirabolante vita di un uomo fatto d’arte» la mostra che sarà inaugurata alle 18 di oggi, venerdì 6 novembre, al Castello Visconteo di Legnano, nel centenario della nascita del celebre artista. L’esposizione, organizzata dal Comune di Legnano, è ideata e curata da Paolo Scheriani e Nicoletta Mandelli, con la collaborazione della Fondazione Fo Rame.
Un percorso in sei stanze
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso sei ambienti, concepiti come altrettanti atti di una stessa drammaturgia, e accompagna i visitatori dalle origini popolari di Fo fino al riconoscimento internazionale. Immagini, documenti, parole e musica restituiscono le diverse sfaccettature della sua personalità, intrecciando teatro, pittura, invenzione linguistica e impegno civile. Il viaggio comincia nella bottega giullare, tra i racconti ascoltati durante l’infanzia, gli affabulatori popolari e i primi esperimenti teatrali. Voce, corpo e grammelot introducono al mestiere di un artista capace di trasformare l’esperienza in racconto. Una delle tappe è dedicata al teatro della satira e della denuncia civile, con la risata utilizzata come strumento per interrogare il potere e affrontare temi come la censura, i conflitti sociali e la partecipazione politica. Ampio spazio è riservato anche a Franca Rame, raccontata nella sua autonomia di attrice, autrice e protagonista della cultura italiana. Il sodalizio con Fo viene presentato come l’incontro tra due personalità, entrambe determinanti nella costruzione di una poetica comune. La mostra esplora poi il Fo pittore, disegnatore e scenografo, per il quale l’immagine rappresentava una matrice della scrittura teatrale, il luogo in cui prendevano forma personaggi e situazioni. Le riscritture della Storia e della tradizione religiosa mostrano invece la capacità dell’artista di rovesciare le prospettive e dare voce a chi resta ai margini delle narrazioni ufficiali. Il percorso si conclude con il Premio Nobel del 1997 e una riflessione sull’attualità della sua eredità, dal rapporto con l’informazione alla giustizia, dai diritti alla responsabilità dell’artista.
Fotografie, opere e musica
A comporre il racconto saranno stampe d’arte di opere di Fo, fotografie d’archivio, locandine originali, documenti e frammenti video. Un testo biografico originale di Paolo Scheriani accompagnerà i visitatori nelle sale con un registro narrativo e poetico, mentre dodici canzoni scritte appositamente per il progetto ne svilupperanno la drammaturgia musicale. Ad arricchire l’esposizione ci saranno anche opere di artisti contemporanei che reinterpretano il lavoro di Fo, raccogliendo la domanda «A cosa serve un giullare oggi?». Tra gli amici artisti legati alla sua figura figurano Caterina Crepax, figlia di Guido Crepax, che realizzò anche una copertina per un 45 giri di Dario Fo e Giorgio Gaber, e il fotografo Renzo Chiesa, autore di immagini che immortalano l’artista durante un memorabile spettacolo al Palalido di Milano. Le opere di Crepax e le fotografie di Chiesa saranno presenti negli spazi espositivi.
Scheriani e Mandelli raccontano:
«Abbiamo frequentato Dario e Franca e questa mostra nasce anche dalla gratitudine per ciò che ci hanno trasmesso. Vorremmo restituire la loro energia creativa e civile, facendo incontrare questa eredità anche alle generazioni più giovani».
Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa anche dall’assessora alla Cultura Sara Borgio, che ha ringraziato la Fondazione Fo Rame e i curatori per aver realizzato una proposta originale, valorizzando anche la conoscenza diretta della coppia Fo-Rame.
La mostra sarà visitabile al Castello Visconteo, in piazza della Concordia 1, dal 7 novembre all’8 dicembre. L’ingresso è gratuito. Apertura il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.
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