Menu
Cerca
carabinieri Noe

Traffico illecito di rifiuti metallici da due milioni di euro

Cento i militari impiegati nell'operazione, che ha portato a cinque arresti.

Traffico illecito di rifiuti metallici da due milioni di euro
Cronaca 24 Maggio 2021 ore 11:36

Oltre 2.700 tonnellate di rifiuti metallici gestiti illegalmente per un profitto di quasi due milioni di euro. Una vasta operazione dei Carabinieri del Noe di Milano ha permesso di risalire agli autori del traffico.

Traffico illecito di rifiuti metallici da due milioni di euro

Questa mattina, lunedì 24 maggio, in Lombardia, i Carabinieri del NOE di Milano, insieme ai militari del Gruppo per la Tutela Ambientale, la Transizione Ecologica di Milano e i Comandi Provinciali dei Carabinieri territorialmente competenti, sono intervenuti con circa 100 militari e hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare a carico di 5 persone emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della locale Procura della Repubblica - D.D.A – nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” e “gestione di rifiuti non autorizzata”.

Le indagini

Nel corso delle indagini sono stati denunciati in stato di libertà ulteriori 7 indagati nonché sono stati sottoposti a sequestro 5 automezzi utilizzati per il trasporto illegale dei rifiuti.
Le attività investigative, condotte dal Nucleo operativo ecologico Carabinieri di Milano a seguito degli accertamenti svolti dalla Stazione dei Carabinieri della Forestale di Carlazzo (nel Comasco) sul conto di alcuni conferitori di rottami ferrosi operanti nelle province di Como, Lecco e Sondrio, e coordinate dalla Dda di Milano, hanno consentito di individuare l’esistenza di una struttura criminale operante attraverso una società a conduzione familiare con impianto sito in provincia di Lecco, adibito a nodo strategico per la gestione, il traffico e  il commercio di ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi acquisiti tramite l’operato di vari trasportatori – tra i quali gli odierni indagati in stato di libertà – e di una vasta rete di fornitori (in totale 82, la cui posizione sarà oggetto di successivo approfondimento) i quali, contravvenendo al principio della tracciabilità dei rifiuti, effettuavano un’attività illecita di raccolta al dettaglio e porta a porta e successivo conferimento presso il suddetto impianto benché privi del formulario d’identificazione rifiuti e senza l’obbligatoria iscrizione dei mezzi di trasporto all’albo gestori ambientali.
Difatti, attraverso le indagini, è stato possibile ricostruire come gli acquisti e le cessioni di materiale ferroso, seppur costituente una vera e propria gestione in forma imprenditoriale, era da considerarsi illecita in quanto il materiale veniva raccolto nell’impianto da conferitori non autorizzati;  i rifiuti venivano conferiti con autocarri non iscritti all’Albo gestori ambientali e senza la documentazione giustificativa; venivano predisposti falsi formulari d’identificazione dei rifiuti al solo fine di bilanciare le entrate illecite dei rottami ferrosi con le uscite verso impianti autorizzati.