La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano – VII Dipartimento – ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal GIP del Tribunale, nei confronti di due persone, entrambe cittadini cinesi, gravemente indiziati di aver concorso nel tentato omicidio commesso in via Marsala, la sera del 26 marzo 2025, ai danni di un loro connazionale.
Tentato omicidio di un cittadino cinese: arrestate due persone
Nel mese di giugno 2025, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano avevano già proceduto all’arresto degli autori materiali dell’agguato. Il successivo sviluppo delle attività investigative, ha consentito di individuare ulteriori profili di responsabilità, con particolare riferimento al supporto logistico e alle fasi preparatorie dell’azione delittuosa.
In tale contesto, è stato individuato l’uomo che ha svolto il ruolo di autista a supporto dell’azione criminosa, ingaggiato appositamente per assicurare l’immediata fuga dei correi verso Prato. L’uomo, mercoledì 7 gennaio, è stato rintracciato e arrestato a Prato in esecuzione della predetta ordinanza di custodia cautelare. È stato altresì individuato un ulteriore uomo, ritenuto colui che ha ingaggiato gli esecutori materiali, che allo stato risulta irreperibile ed è attivamente ricercato.
L’inseguimento e l’agguato
Secondo quanto emerso dalle attività investigative, gli autori dell’agguato avrebbero seguito la vittima per alcune ore, attendendo il suo rientro presso l’abitazione. Una volta individuato, l’imprenditore sarebbe stato avvicinato e aggredito, riuscendo tuttavia a sottrarsi all’azione criminosa e a fuggire. Nel corso dell’episodio sarebbero stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha attinto la vittima in modo non letale.
I poliziotti, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e il riscontro delle tracce elettroniche lasciate dai dispositivi in uso agli indagati, hanno ricostruito le fasi dell’agguato e delineato i ruoli degli esecutori materiali. Successivamente, le indagini sono proseguite per accertare ulteriori responsabilità, facendo emergere che l’agguato erano stato eseguito su commissione e dietro pagamento di una somma di denaro e con il supporto, con funzione di autista, di una persona anch’egli appositamente ingaggiata e retribuita.