Legnano

"Tamponi a tutti gli operatori sintomatici delle strutture socio-sanitarie"

Esposto della rsa Sant'Erasmo di Legnano al commissario Bertolaso, al ministro Speranza e al presidente Fontana.

"Tamponi a tutti gli operatori sintomatici delle strutture socio-sanitarie"
Cronaca Legnano e Altomilanese, 23 Marzo 2020 ore 14:41

"Tamponi a tutti gli operatori sintomatici delle strutture socio-sanitarie". A chiederlo è Domenico Godano, presidente della Fondazione Sant'Erasmo di Legnano.

"Tamponi a tutti gli operatori sintomatici delle strutture socio-sanitarie"
Domenico Godano, presidente della Fondazione Sant'Erasmo di Legnano

Tamponi anche agli operatori sanitari sintomatici delle case di riposo

"Considerato il carattere particolarmente diffusivo della pandemia sul territorio lombardo e il ruolo cruciale assegnato al personale sanitario dalla Regione nella gestione dell'emergenza Covid-19, è oltremodo indispensabile garantire la profilassi più incisiva possibile a tutti gli operatori sanitari attivi sul territorio della Regione Lombardia. Ne consegue che gli operatori sanitari delle strutture socio-sanitarie lombarde devono essere sottoposti al monitoraggio stringente di cui al punto 3 dell'ordinanza del presidente della Regione Lombarda n. 514 del 21 marzo 2020, al pari degli operatori delle strutture sanitarie".  Così scrive Godano in un esposto inviato oggi, lunedì 23 marzo 2020, al commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 Guido Bertolaso, al ministro della Salute Roberto Speranza e al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione legnanese (che gestisce la rsa di corso Sempione già balzata agli onori della cronaca per essere stata pesantemente investita dall'emergenza Coronavirus, con contagi tra gli operatori e i pazienti) chiede a gran voce uniformità di trattamento tra gli operatori sanitari delle strutture sanitarie (come gli ospedali) e quelli delle strutture socio-sanitarie (come le case di riposo). Secondo Godano "Ogni differenziazione di screening fra operatori sanitari delle strutture sanitarie e di quelle socio-sanitarie è irragionevole e rappresenta un grave pericolo per la salute pubblica".

Nella rsa legnanese sei decessi "a rischio Coronavirus" tra gli anziani ospiti

Nella rsa legnanese (che ospita 125 anziani di cui 109 autosufficienti e 16 malati di Alzheimer e che si avvale di 120 lavoratori tra infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari e personale amministrativo, oltre a venti dipendenti di aziende affidatarie di appalto di servizi strumentali) si sono registrati finora sei decessi "sospetti" tra gli anziani ospiti (solo uno di essi è stato inserito nelle statistiche, perché risultato positivo al tampone effettuato in ospedale).

"Impedire i tamponi è un'evidente violazione delle direttive impartite dalle autorità nazionali"

Godano ricorda che "le più recenti disposizioni dell'Organizzazione mondiale della sanità raccomandano l'effettuazione di tamponi su ogni caso sospetto e, per quanto riguarda nello specifico gli operatori sanitari, non più tardi di sabato 17 marzo, il Comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute per l'emergenza Covid-19 ha raccomandato e raccomanda l'esecuzione dei tamponi per contenere quanto più possibile la diffusione del virus". Considerato che per il contenimento della pandemia è necessaria "la massima attenzione nei confronti della popolazione anziana e di tutti i soggetti con patologie croniche, come quelli residenti nelle strutture residenziali socio-sanitarie", come da indicazioni dell'Istituto superiore di sanità, il presidente della Fondazione Sant'Erasmo avverte "impedire i tamponi che accertano il contagio da Covid-19 degli operatori sanitari in forza nelle rsa non tutela i fragili ospiti delle rsa stesse e quindi rappresenta una evidente violazione delle direttive impartite dalle autorità nazionali". Escludere dallo screening gli operatori sanitari delle case di riposo inoltre, secondo Godano, "mina la serenità dei lavoratori delle strutture socio-sanitarie, che già stanno operando in condizione di stress e sovraccarico di lavoro, e rischia di provocarne il burn-out e la conseguente interruzione di un servizio essenziale del Paese, con effetti devastanti per i singoli ospiti delle rsa, per le comunità locali e per la salute pubblica".

 

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