Danni ambientali

Sversamento nel Naviglio, la Regione pronta a costituirsi parte civile

L’assessore Comazzi: «Fatto grave, individuare i responsabili». Palmeri: «Non è stato solo un problema dell’hinterland, anche Milano è stata colpita».

Sversamento nel Naviglio, la Regione pronta a costituirsi parte civile

La Regione Lombardia potrebbe costituirsi parte civile nell’eventuale processo per lo sversamento di idrocarburi che nei giorni scorsi ha interessato il Naviglio Grande, da Magenta fino alla Darsena di Milano.

Gasolio nel Naviglio, Regione parte civile

A dirlo è l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi, che chiede di fare piena luce sull’accaduto e di individuare i responsabili. Intanto, sul fronte delle indagini, la Procura ha aperto un’inchiesta per inquinamento ambientale: tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di uno sversamento doloso o di uno smaltimento illecito, ma gli accertamenti sono ancora in corso.

«Un fatto grave»

Comazzi sottolinea:

«Lo sversamento di idrocarburi che ha interessato il Naviglio Grande rappresenta un fatto grave, che avrebbe potuto provocare conseguenze ambientali ed economiche ancora più pesanti».

L’assessore evidenzia quindi la necessità di individuare chi ha provocato l’inquinamento:

«È fondamentale fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili, affinché rispondano davanti alla legge delle proprie azioni. Qualora emergessero elementi a loro carico, Regione Lombardia valuterà la costituzione di parte civile per tutelare l’ambiente e la comunità lombarda».

Oltre 100mila euro per lo smaltimento

Nel frattempo, oltre all’impatto ambientale, cominciano a emergere anche le dimensioni economiche dell’emergenza. Le operazioni di aspirazione hanno portato alla raccolta di circa 120mila litri di acqua contaminata, mentre il costo dello smaltimento e del trattamento del materiale inquinante è stimato in oltre 100mila euro. La spesa per lo smaltimento è destinata a ricadere sulla Regione, mentre il Consorzio Est Ticino Villoresi è impegnato nella gestione delle operazioni di contenimento e bonifica. Le attività proseguono anche per intercettare eventuali residui di sostanza oleosa, vegetazione e materiali contaminati.

L’inchiesta e l’ipotesi dello sversamento illecito

Parallelamente proseguono gli accertamenti sull’origine della sostanza, indicata come probabilmente gasolio in attesa degli esiti delle analisi. Inizialmente si era ipotizzato che la fuoriuscita potesse essere collegata alla rottura di una tubazione durante lavori di bonifica di un’area dismessa. Gli elementi raccolti hanno però portato gli investigatori a prendere in considerazione anche altre possibilità. Tra le ipotesi c’è quella di uno sversamento volontario o di uno smaltimento illecito, eventualmente attraverso la rete fognaria. La quantità di sostanza finita nel sistema idrico ha infatti fatto ipotizzare agli inquirenti una possibile origine legata a un quantitativo rilevante di materiale. Si tratta, comunque, di una pista investigativa ancora da verificare.

«Anche Milano è stata colpita»

Sul coinvolgimento del capoluogo interviene anche Manfredi Palmeri, consigliere comunale di Milano e capogruppo della Lista Civica federata con Noi Moderati, secondo il quale non si può considerare quanto accaduto come un problema limitato all’hinterland. Palmeri, che considera giusta un’eventuale costituzione di parte civile di Regione e Comune di Milano, sostiene:

«Chi racconta questa vicenda come un problema solo dell’hinterland non ha guardato la mappa. Accanto al danno ambientale, riservato allo Stato, vi sono tutti gli altri danni prodotti agli enti territoriali lombardi».

Palmeri chiede inoltre che la questione venga valutata anche dal Parco Agricolo Sud Milano, considerando gli effetti prodotti dalla chiusura delle bocche che alimentano le rogge per evitare che la contaminazione raggiungesse coltivazioni e aree naturalistiche.

Dalla periferia alla Darsena

Il consigliere ricostruisce anche il percorso seguito dalla sostanza una volta raggiunto il territorio milanese:

«A Milano la traccia è entrata dal confine di Corsico, ha percorso via Ludovico il Moro, ha superato lo sbarramento di San Cristoforo davanti alla Canottieri Olona e si è fatta strada fino in Darsena».

I Vigili del Fuoco sono quindi intervenuti anche sulla chiusa di via Conchetta, dove hanno convogliato la sostanza per contenerne la diffusione:

«Sono tutti luoghi di Milano che confermano come anche la nostra Città sia stata colpita e non sia solo spettatrice di questo grave evento, che poteva causare effetti ben peggiori».

«Non può essere sottovalutato»

Comazzi, intanto, ringrazia il Consorzio Est Ticino Villoresi, i sindaci dei Comuni coinvolti e tutti i soggetti impegnati nelle operazioni di contenimento, sottolineando il lavoro svolto per salvaguardare il sistema irriguo e le attività dell’area:

«Episodi di questo genere non possono essere sottovalutati, soprattutto quando mettono a rischio una risorsa fondamentale come l’acqua e un patrimonio ambientale di grande valore».

Ora l’attenzione resta concentrata sia sugli esiti delle analisi e sulle conseguenze ambientali dello sversamento, sia sull’inchiesta della Procura, chiamata a chiarire l’origine della contaminazione e le eventuali responsabilità.