Sgominata banda che rubava auto e nelle case - VIDEO

L’indagine è partita dal monitoraggio di garage ed officine utilizzati dal sodalizio criminale come basi logistiche per l’occultamento dei veicoli rubati.

Sgominata banda che rubava auto e nelle case - VIDEO
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 07 Aprile 2018 ore 10:03

Sgominata banda dai carabinieri  di Abbiategrasso.

Sgominata banda, nei guai 12 persone

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione, nelle province di Milano, Novara e Pavia, ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Pavia, nei confronti di 12 soggetti, 7 albanesi, 4 italiani e un ungherese, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti, rapina, riciclaggio, ricettazione, detenzione, porto in luogo pubblico di arma comune da sparo e violenza a Pubblico Ufficiale.

Ecco come agivano

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Abbiategrasso (MI) e coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, è partita dal monitoraggio di garage ed officine situati ad Abbiategrasso, Zibido San Giacomo (MI), Rosate (MI) e Bornasco (PV), utilizzati dal sodalizio criminale come basi logistiche per l’occultamento dei veicoli rubati. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di attribuire al gruppo il riciclaggio di 11 autovetture provento di furto, che venivano smontate in pezzi destinati al mercato nero dei ricambi e la commissione di 25 furti in abitazione, di cui uno tramutatosi in rapina impropria. Tra i destinatari della misura sono state individuate, in particolare, tre figure: un cittadino italiano titolare di un’officina di carrozzeria, a capo di diversi collaboratori, i quali, in tempi rapidissimi, smontavano le autovetture provento di furto per ricavarne pezzi di ricambio, un cittadino albanese, a capo di una banda di connazionali dediti ai furti in abitazione e di automobili di cospicuo valore commerciale, un cittadino ungherese, il quale, consapevole della provenienza illecita dei materiali, li acquistava e li rivendeva in Ungheria.