«Lanciare sassi e fumogeni contro le Forze dell’ordine non è protesta, è violenza». La Lega Giovani interviene sui fatti accaduti ieri, lunedì 19 ottobre, durante la manifestazione studentesca a Legnano.
Lega Giovani: «Nessuna giustificazione per i violenti»
In particolare, il movimento giovanile del Carroccio punta i riflettori sul ferimento di un agente del Reparto Mobile di Milano, colpito da un sasso lanciato dai manifestanti, e attacca il sindaco Lorenzo Radice, chiedendo alle istituzioni una condanna netta degli episodi. Nel mirino anche il rischio che i comportamenti violenti vengano minimizzati in nome delle ragioni della protesta.
La condanna di Christian Colombo e Daniela Laffusa
A prendere posizione è Christian Colombo (nella foto di copertina), consigliere metropolitano leghista, che dichiara:
«Quanto accaduto ieri a Legnano durante il corteo degli studenti del Bernocchi, con un agente che sarebbe rimasto ferito, è inaccettabile. Ancora più grave è il rischio che simili comportamenti vengano minimizzati o giustificati in nome delle ragioni della protesta. A differenza di quanto fanno alcuni esponenti di sinistra, la violenza non si giustifica, si condanna anche quando farlo è scomodo».
Sulla stessa linea Daniela Laffusa, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, che chiama in causa direttamente il primo cittadino:
«Il sindaco Lorenzo Radice dovrebbe spiegare alla città da che parte stanno le istituzioni: dalla parte di chi rispetta la legge o di chi mette a rischio l’incolumità degli agenti? Giustificare la violenza non è comprensione, è una resa. Un’istituzione che minimizza i danni invece di condannarli perde autorevolezza. Comprendere il disagio giovanile è doveroso, ma usarlo per attenuare le responsabilità dei violenti è un errore politico grave. Come volevasi dimostrare, ieri sono accaduti fatti ancora più gravi rispetto alle prime manifestazioni di venerdì scorso. Non vogliamo un sindaco che coccola i violenti. Chi aggredisce la Polizia deve essere condannato senza ambiguità, non circondato da giustificazioni».
L’appello della Lega Giovani agli studenti
Interviene anche Gabriel Gualtieri, coordinatore regionale della Lega Giovani Scuole, che distingue il diritto a manifestare dagli episodi di violenza:
«Manifestare è un diritto, ma nessuna rivendicazione può diventare un alibi per la violenza. La maggioranza degli studenti non si riconosce in chi trasforma una protesta in uno scontro con le Forze dell’ordine. Esprimiamo la nostra solidarietà agli agenti coinvolti e a tutti gli studenti che credono nel confronto democratico. La scuola deve essere un luogo di crescita, merito e partecipazione, non un terreno di scontro ideologico».
La Lega Giovani annuncia inoltre l’intenzione di presentarsi davanti agli istituti legnanesi per rivolgere un appello agli studenti.
Gualtieri conclude:
«Emarginate i violenti, respingete ogni forma di estremismo e portate le vostre istanze nelle sedi di rappresentanza. Le idee si difendono con argomenti e proposte, non con pietre e fumogeni. Su questo non possono esserci ambiguità».