I FUNERALI A MAZZO

Rombo di motori, palloncini e fumogeni per salutare Andrea

Centinaia di persona, quasi tutti ragazzi, alle esequie di Andrea Scala il 20enne morto in moto all'incrocio tra Corso Europa e via Serra

Rombo di motori, palloncini e fumogeni per salutare Andrea

Rombo di motori, fumogeni e palloncini bianchi e azzurri lanciati in cielo per salutare Andrea Scala il giovane di 20 anni morto nella serata di lunedì 7 settembre all’ospedale milanese di Niguarda a causa di un incidente stradale avvenuto all’incrocio tra Corso Europa e via Serra.

Una maglietta con la foto di Andrea in piedi su una moto mentre con un dito indica il cielo

Centinaia le persone, gran parte di loro con una maglietta con la foto di Andrea in piedi sulla moto e la scritta, sul retro della maglia «Angelo Mio», che nel pomeriggio di oggi, giovedì hanno partecipato alla cerimonia funebre svoltasi nella chiesa di Mazzo.

Conserveremo nel cuore i momenti belli passati insieme a te

Conserveremo nel cuore i momenti belli passati insieme a te – ha detto don Daniele Bai parroco di Mazzo durante l’omelia – Se oggi qui in chiesa c’è tantissima gente a salutarti  e in questi giorni sul luogo dell’incidente c’è stata una processione di persone vuol dire che hai fatto davvero qualcosa di importante per loro.

Al termine delle esequie un corteo silenzioso verso il cimitero di Terrazzano

E all’uscita della bara dalla chiesa (come si può vedere dalle foto scattate da Alfredo Draicchio)  qualcuno è salito sul tetto del centro commerciale «Galleria Ghandi» e ha acceso i fumogeni, altri hanno atteso sotto i gradini della chiesa con i palloncini in mano, pronti per lanciarli in cielo, e altri ancora all’uscita dalla bara hanno «sgasato» con le moto. E’ stato un saluto commosso, proseguito con il corteo al cimitero di Terrazzano dove è stato sepolto, quello che gli amici di sempre hanno preparato per Andrea Scala.  Un corteo composto per accompagnare l’amico nel suo ultimo viaggio. Un viaggio che nessuno avrebbe voluto Andrea facesse. Ma, come ha detto don Daniele durante l’omelia trattenerlo era impossibile, di lui ci resteranno i ricordi, tutti quelli belli, e il suo immancabile sorriso, magari in piedi in sella alla sua moto con un dito rivolto verso il cielo, proprio come la foto stampata sulla maglietta.