Richiedenti asilo, Tradate: "Massimo cinquanta"

Il Comune preme per ridurre il numero dei richiedenti asilo ospitati all'interno della Melzi: "Si rispetti la quota di 2,5 ogni mille abitanti. Qui ce ne sono tre volte tanti".

Richiedenti asilo, Tradate: "Massimo cinquanta"
Saronno, 04 Aprile 2018 ore 18:03

Il Comune incontra Croce Rossa e Prefetto, al centro il numero dei richiedenti asilo ospitati alla Barbara Melzi.

Richiedenti asilo: "Troppi, si rispettino le quote"

Argomento centrale della campagna elettorale e di numerose polemiche da quando, nel 2015, Croce Rossa aveva preso in gestione i locali della Barbara Melzi. L'Amministrazione comunale di Tradate torna alla carica sui richiedenti asilo. Ad oggi la struttura ne conta 138, dopo che uno degli ospiti a Tradate è stato denunciato per possesso ai fini di spaccio di stupefacenti e quindi cacciato dal centro. Circa il triplo dei 47 che, stando alla quota dei 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti concordata da Anci e Ministero, dovrebbero essere in città. Ed è su questo punto che la Giunta tradatese di centrodestra si starebbe muovendo con il Prefetto e la Croce Rossa.

Ferma la pratica per i lavori alla Melzi

Mentre si tengono incontri con Croce Rossa (l'ultimo martedì) e con la Prefettura (due settimane fa e un altro in programma nella prossima), resta in sospeso la richiesta di ristrutturazione dei locali della Melzi. Ristrutturazione che trasformerebbe il centro d'accoglienza, dal 2015 "temporaneo", in una struttura fissa. Alla presentazione della domanda da parte della Croce Rossa, il Comune non aveva nascosto la propria contrarietà, dicendosi pronto a portare la vicenda in consiglio comunale. Oggetto dei lavori la sistemazione dei bagni, oggi chiusi e sostituiti da una struttura temporanea in alcuni container nel cortile, e la trasformazione delle aule in dormitori per 140 persone. Una modifica che, spiegava l'assessore Claudio Ceriani, avrebbe però reso necessaria anche un cambiamento della destinazione d'uso della struttura nel Pgt. Il Comune aveva replicato chiedendo nuova documentazione alla Croce Rossa che, finora, non avrebbe risposto.