Magenta

Ricerca da premio per l’ospedale Fornaroli

Nessuna recidiva nei primi tre mesi sui pazienti Covid dimessi.

Ricerca da premio per l’ospedale Fornaroli
Magenta e Abbiategrasso, 03 Ottobre 2020 ore 17:00

La ricerca «made in Magenta» ottiene il primo premio tra gli studi in campo Covid. Il prestigioso riconoscimento arriva nell’ambito della Conferenza nazionale di Medicina interna e premia l’impegno del team di medici coordinato dal primario di Medicina dell’ospedale di Magenta, dottor Nicola Mumoli in collaborazione col professor Antonino Mazzone.

Ricerca da premio per l’ospedale Fornaroli

«Clinical immunity in discharged medical patients with Covid 19» il titolo dello studio, ossia l’immunità clinica sui pazienti dimessi dopo l’infezione da Covid 19, che raccoglie i risultati del follow up effettuato su circa 800 persone che hanno contratto il virus e sono stati ricoverati nei nosocomi di Magenta e Legnano. «Lo studio chiarisce come nessuna di queste persone, seguita a distanza di un mese e quindi di due e infine di tre dalle dimissioni abbia registrato una recidiva. In sostanza non si sono re-infettati. Questa ampia ricerca va a smentire la fake news, tra l’altro senza base scientifica, di un presunto caso di recidiva in Cina».

Lo studio

I numeri riportati dello studio forniscono il quadro complessivo della gestione dell’emergenza nell’Asst ovest Milanese e, in particolare, nei due presidi Covid del Civile e del Fornaroli. Su 1081 pazienti ricoverati, 804 sono sopravvissuti (74,3%). Di questi, nessuno ha avuto nuovi sintomi nei due mesi successivi. «Si conferma, quindi, che nel breve termine gli anticorpi sviluppati favoriscono una sorta di immunità dal virus, anche se la sfida è ora capire la durata di questa condizione – evidenzia Mumoli – Questo non signiica che questi pazienti non abbiano sviluppato altre patologie, ma è importante chiarire l’assenza di ricadute». E’ stato un lavoro minuzioso, che ha visto gli autori dello studio collezionare e analizzare minuziosamente i dati durante i controlli periodici effettuati sui pazienti: «Un riconoscimento che premia il lavoro svolto, in silenzio, durante i mesi più duri della pandemia e che oggi ci permette di dare lustro alla nostra Asst, ai nostri ospedali, oltre che un fondamentale contributo alla ricerca su questo virus per molti versi ancora sconosciuti». Ricerca che prosegue: l’obiettivo è ricontrollare i pazienti anche a sei mesi dalla dimissione per capire lo stato di salute e implementare i dati di ricerca. Capire la durata dell’immunità si rivela strategico anche nell’ottica di contenimento della pandemia.

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