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Rhodense ai domiciliari truffa un ragazzo del Mali con una promessa di lavoro

Rhodense agli arresti domiciliari truffa un ragazzo del Mali, facendosi consegnare 50 euro, con la promessa di farlo assumere da un suo amico carrozziere.

Rhodense ai domiciliari truffa un ragazzo del Mali con una promessa di lavoro
Cronaca Rhodense, 26 Luglio 2019 ore 10:41

L'uomo che era ai domiciliari è stato riportato in carcere

Ha truffato il ragazzo straniero con una promessa di lavoro

Rhodense agli arresti domiciliari truffa un ragazzo del Mali, facendosi consegnare 50 euro, con la promessa di farlo assumere da un suo amico carrozziere.  Il giovane del Mali, dopo essere stato raggirato e dopo aver cercato più volte di farsi restituire i soldi che aveva consegnato al cittadino rhodense ha presentato una denuncia presso il Commissariato di Polizia di Rho-Pero.
Dopo la denuncia presentata, anche il personale di Polizia incaricato della vicenda, cercava più volte di contattare l’uomo ai domiciliari per la restituzione della somma e, in tal modo, determinare l’archiviazione del procedimento per truffa presso il Tribunale.
Ma questi, seppure telefonicamente prometteva più volte la restituzione e fissava diversi appuntamenti ai quali però non si è mai presentato.

Dopo il controllo in commissariato è stato riportato in carcere

Risultando evidente la mancanza di rispetto e l’incuranza nell’accogliere i vari tentativi di conciliare la questione e risolvere il contenzioso in maniera bonaria, V.G., queste le iniziali del cittadino rhodense, è stato denunciato per truffa e, per questo verrà processato.
Visto che il cittadino rhodense stava anche scontando in regime di detenzione domiciliare una precedente condanna, l’autorità giudiziaria che gliela aveva concessa è stata informata dell’episodio avvenuto, episodio che manifesta uno scarso apprezzamento del beneficio che stava godendo. Venuta a sapere della cosa, immediatamente l’Autorità Giudiziaria ha revocato la detenzione presso il domicilio per violazione delle prescrizioni imposte ed ha ordinato l’accompagnamento del cittadino rhodense presso il Carcere milanese di San Vittore. Prima di presentare denuncia in Polizia, il giovane del Mali si era anche presentato presso l’officina scoprendo non solo che non stavano cercando alcun collaboratore, ma che il titolare non conosceva il suo interlocutore.