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Processo Hydra: Città metropolitana unita contro la criminalità organizzata

Il giudice ha disposto, in via provvisionale, la condanna al pagamento di 10.000 euro in favore della Città Metropolitana di Milano, oltre a 6.000 euro di spese legali

Processo Hydra: Città metropolitana unita contro la criminalità organizzata

Nella giornata di lunedì, presso l’aula bunker di Opera, il GUP ha emesso sentenza del processo “Hydra” in rito abbreviato per 50 imputati per i quali la Città Metropolitana si era costituita parte civile: 27 di essi sono stati condannati a pene comprese tra i 2 e i 15 anni di reclusione, mentre per i restanti 23 è stato disposto il rinvio a giudizio, con avvio del dibattimento previsto a marzo presso l’aula bunker di San Vittore.

Processo Hydra: Città metropolitana unita contro la criminalità organizzata

Nelle sue conclusioni, la Città Metropolitana ha argomentato la richiesta di risarcimento del danno su più livelli:

• i costi sostenuti dall’ente per le attività di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata;
• il danno non patrimoniale derivante dall’interferenza economico-finanziaria sul territorio di area vasta, con infiltrazione nel tessuto sano dell’imprenditoria lombarda;
• il danno all’immagine causato dal clamore mediatico e dall’allarme sociale generati dalle condotte processate.

Il giudice ha disposto, in via provvisionale, la condanna al pagamento di 10.000 euro in favore della Città Metropolitana di Milano, oltre a 6.000 euro di spese legali, rinviando per il resto al giudice civile per la quantificazione definitiva.

Il commento del vicesindaco Vassallo

Il vicesindaco metropolitano Francesco Vassallo ha dichiarato: “Questa sentenza rappresenta un passo importante nella lotta alla criminalità organizzata che da anni tenta di avvelenare il nostro tessuto economico e sociale. La costituzione di parte civile della Città Metropolitana non è solo un atto formale, ma una scelta netta di presenza e di tutela del territorio vasto e dei tanti amministratori locali che operano nella trasparenza e nel rispetto della legge. Non ci fermeremo qui: continueremo a presidiare con determinazione ogni spazio di legalità, perché la Lombardia non sia mai terra di mafie”.

Il consigliere delegato alla Legalità e ai Beni confiscati alla criminalità organizzata, Rino Pruiti, ha commentato: “Essere ammessi come parte civile e ottenere già una provvisionale è il riconoscimento del danno reale che queste organizzazioni provocano alle istituzioni e alla collettività. Hydra dimostra quanto sia pericolosa l’alleanza tra mafie storiche per fare affari nel Nord: per questo è fondamentale non abbassare la guardia, valorizzare i beni confiscati come strumento di riscatto e investire ancora di più in prevenzione e cultura della legalità”.

Il commento del presidente della commissione antimafia

Il presidente della Commissione speciale antimafia e corruzione, Marco Griguolo, ha aggiunto: “Il processo Hydra segna un punto di non ritorno: riconosce l’esistenza di un sistema mafioso lombardo dove le associazioni mafiose di Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta si uniscono per inquinare l’economia sana del nostro territorio. La condanna di ieri è un segnale forte, ma dobbiamo andare oltre: informare i cittadini, le scuole, le imprese, fare rete tra istituzioni per spezzare ogni tentativo di infiltrazione. La legalità non può difendersi solamente nelle aule di Tribunale ma spetta a tutti noi, ogni giorno, con azioni concrete e con la partecipazione di tutti far sì che le Mafie siano ogni giorno sempre più isolate”.

La Città Metropolitana di Milano rinnova l’impegno a contrastare ogni forma di criminalità organizzata, sostenendo l’attività della magistratura e delle forze dell’ordine e promuovendo una cultura della legalità diffusa su tutto il territorio metropolitano.