il maxi processo

Processo Hydra: 62 condanne con rito abbreviato fino a 16 anni

Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, che si sono avvalse anche di recente dichiarazioni di alcuni imputati "pentiti", erano passate per una decisione del gip Tommaso Perna

Processo Hydra: 62 condanne con rito abbreviato fino a 16 anni

Inchiesta Hydra e mafie in Lombardia: il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ne ha mandati a processo 45 nel maxi procedimento a carico di 145 persone, scaturito dall’inchiesta “Hydra” della Dda.

Processo Hydra: 62 condanne con rito abbreviato fino a 16 anni

Un caso con al centro una presunta “alleanza” tra affiliati di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra in Lombardia per fare “affari”. Il giudice, che ha letto il dispositivo nell’aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto l’associazione mafiosa “costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni” criminali.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, che si sono avvalse anche di recente dichiarazioni di alcuni imputati “pentiti”, erano passate per una decisione del gip Tommaso Perna che nell’ottobre del 2023 bocciò gran parte degli arresti, rigettando 142 istanze di misura cautelare su 153, poi però confermati dal Riesame e dalla Cassazione.

Pollini, Cinque Stelle: “Una sentenza storica”

Paola Pollini (Presidente Commissione regionale Antimafia):

«La sentenza, emessa ieri, nell’ambito del processo Hydra, rappresenta un passaggio fondamentale nel contrasto alla criminalità organizzata in Lombardia. Con oltre 500 anni complessivi di condanne inflitti a 62 imputati per reati di stampo mafioso, il GUP Emanuele Mancini ha riconosciuto l’esistenza di una vera e propria rete criminale radicata nel nostro territorio. Un doveroso e sincero ringraziamento va alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinate dalla Dott.ssa Alessandra Cerreti e dal Dott. Giovanni Ferracane, le cui indagini hanno portato a questo enorme risultato. Il riconoscimento, anche in questo processo, dell’esistenza di un “consorzio” tra organizzazioni mafiose per il raggiungimento di obiettivi comuni, conferma quanto da tempo denunciamo: la presenza mafiosa è fortemente radicata anche in Lombardia. È fondamentale prenderne atto e agire di conseguenza, anche sul piano istituzionale. Operazioni come Hydra evidenziano dinamiche criminali sempre più complesse, interconnesse e capaci di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale della nostra regione. Ringrazio le istituzioni e le realtà civili che hanno scelto di costituirsi parte civile – tra cui i Comuni di Milano, Varese, Legnano, la Città Metropolitana di Milano, Regione Lombardia, la Rai, Libera, WikiMafia e il giornalista Giorgio Mottola – dimostrando che la lotta alla mafia si fa anche con la presenza e l’assunzione di responsabilità”.

Una riflessione su Regione che si costituisce parte civile

“Il prossimo 19 marzo inizierà presso l’aula bunker di San Vittore il processo con rito ordinario per i restanti imputati. Auspico che vi sia una significativa presenza delle istituzioni, anche per testimoniare vicinanza a chi combatte in prima linea questa battaglia. Ritengo fondamentale, inoltre, aprire una riflessione seria in Consiglio regionale, anche a partire dalla proposta di legge che ho depositato, che chiede a Regione Lombardia di costituirsi parte civile in tutti i procedimenti penali in cui si contesti il reato di associazione mafiosa o altri reati aggravati dal metodo mafioso. Nei confronti della criminalità organizzata serve una risposta compatta, trasparente e determinata da parte di tutte le istituzioni democratiche» dichiara la Presidente della Commissione regionale Antimafia, la Consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Paola Pollini.