Cronaca
Polizia di stato

Maxi truffa alle imprese da mezzo milione di euro: nei guai finti bancari

Sette gli indagati: contattavano le aziende proponendo loro finanziamenti garantiti da Cassa depositi e prestiti, poi "sparivano".

Cronaca 03 Dicembre 2022 ore 09:33

A seguito di una laboriosa attività di indagine la Polizia di Stato ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, sette  perquisizioni personali, locali e informatiche, nelle province di Milano e Brescia, nei confronti di sette soggetti appartenenti ad un'organizzazione criminale dedita alla commissione di truffe ai danni di piccole e medie imprese operanti sull'intero territorio nazionale.

Inoltre, il G.I.P. del Tribunale, su richiesta del Pubblico Ministero, ha disposto, nei loro confronti, l'applicazione delle misure cautelari dell'obbligo di dimora e  della presentazione alla polizia giudiziaria, nonché del sequestro preventivo di quasi mezzo milione di euro.

Maxi truffa alle imprese da mezzo milione di euro: nei guai finti bancari

Dallo sviluppo dell'attività investigativa svolta dagli operatori della Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Crotone, dove una delle vittime ha sporto denuncia, è emerso che il meccanismo truffaldino prendeva il via attraverso l'utilizzo di e-mail e Pec apparentemente riconducibili ai principali istituti bancari italiani, utilizzate massivamente per promuovere falsi finanziamenti per l'industria.

Le società oggetto dell'attenzione degli indagati venivano contattate e veniva loro prospettata la possibilità di accedere a contratti di finanziamento per piccole e medie imprese garantiti da Cassa Depositi e Prestiti. La sola condizione imposta per l'erogazione del prestito era la sottoscrizione di una polizza assicurativa, con versamento di premio unico iniziale corrispondente al 1,2% o 1,4% del valore della somma erogata. Il pagamento di tali premi confluiva di fatto su conti correnti esteri nella disponibilità dei sodali.

Una volta avvenuto il pagamento, al momento della concretizzazione dell'operazione e della stipula del contratto di prestito, i membri del sodalizio sparivano. Tale attività, in breve tempo, avrebbe permesso loro di guadagnare la ragguardevole somma di circa 500.000 euro.

Le perquisizioni hanno permesso di appurare che l'attività fraudolenta era ancora in corso. Il personale della Polizia Postale di Crotone, coadiuvato nelle attività operative dal Centro Operativo Sicurezza Cibernetica di quella di Milano e Brescia, coordinati dal Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha in tal modo potuto consolidare l'impianto accusatorio. L'esecuzione dei provvedimenti ha consentito di sequestrare 20.000 euro in contanti nella disponibilità degli indagati, verosimilmente proventi dell'attività delittuosa, oltre a numerose carte di credito ed a numerosi dispositivi informatici e telefonici considerati, dagli investigatori, beni strumentali per la commissione dei reati ascritti agli indagati.

L'impianto accusatorio, già condiviso dal Gip, dovrà comunque essere oggetto di ulteriori valutazioni in sede processuale.

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