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L’ultimo saluto a Pietro: 20enne morto nell’incidente sul Sempione FOTO e VIDEO

Proseguono le indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Legnano per stabilire l’esatta dinamica di quanto accaduto sulla statale.

Legnano e Altomilanese, 10 Agosto 2020 ore 15:28

Oggi, lunedì 10 agosto, l’ultimo saluto al 20enne, di Nerviano, vittima dell’incidente sull’incidente avvenuto a Parabiago. Ancora grave la coetanea, di Legnano, che era in sella con lui.

L’ultimo saluto a Pietro

Ultimo saluto a Pietro Calogero, il 20enne morto nell’incidente sul Sempione domenica 2 agosto 2020 mentre si trovava in sella alla sua moto con un’amica dopo un violentissimo impatto contro una Fiat500 guidata da una 31enne.
I funerali del giovane, 20 anni, residente a Nerviano e che aveva studiato al Liceo Galilei di Legnano, si sono svolti questo pomeriggio, lunedì 10 agosto, nella chiesa parrocchiale di Maria Madre della Chiesa di Nerviano, dove il giovane aveva fatto comunione e cresima. Il feretro è stato accolto all’ingresso con un grande applauso. Presenti amici, ex compagni di classe e i loro genitori. Tanta la folla accorsa per dare ultimo saluto al giovane, tanto che è stato impossibile fare entrare tutti in chiesa. Il gruppo scout Legnano 1, di cui aveva fatto parte, ha cantato e suonato la chitarra durante cerimonia. La Messa è stata celebrata da don Angelo Sgobbi, ex parroco di Maria Madre e oggi a Cuggiono. Presente anche il prevosto sto don Claudio Colombo. Un lungo applauso ha accompagnato la salma di Pietro nel suo ultimo viaggio.

 

Le parole di don Angelo

“Siamo qui per una preghiera difficile. Davanti a Gesù oggi siamo tutti invitati a pregare. Lo facciamo con Gesù e per Pietro. Perché ci sentiamo poverissimi, se siamo giovani ci sentiamo dei leoni ma non è cosi. Davanti alla morte dobbiamo tendere la mano all’amico splendido come Gesù. Che è risorto anche per Pietro. La sua mancanza è un vuoto tremendo, un suo amico non aveva più lacrime. Ma l’incontro con Gesù è resurrezione. Sua mamma mi ha detto: Pietro è nella pace. Pace che ora dobbiamo trovare anche noi. Rallegrarsi è il significato della vita cristiana. Pietro l’ha incarnato con la sua vita da giovane intelligente e vivace. Ha sempre cercato ciò che è bello e umano. Lui ha mandato un messaggio una ora prima dell’incidente a suo papà: Pietro aveva trovato la sua strada. Pietro cosa direbbe ora ai genitori? Grazie mamma, grazie papà. Grazie per tutto. E alle sorelle? Direbbe che è sempre il vostro fratello e sarà presente nella vostra vita in un modo diverso. E ai nonni? Vi dà un grande bacio. E agli amici? La sua famiglia in questi giorni ha sentito il vostro amore, Pietro sarà contento, sarà sempre vostro amico”.

Le parole del padre di Pietro

“Grazie a tutti. Pietro era Pietro, a 11 mesi ha imparato e camminare. Era bello e biondo solare. Ha fatto il catechismo con don Angelo, ha amato i rap più folli. Barba lunga e capelli raccolti. E’ stato scout prima timido e riservato. Un ottimo studente dalla scrittura geroglifica. Chitarrista, musicista a modo suo.Con amici fantastici. Ha insegnato italiano ai migranti: per lui erano tutti fratelli. Amava le montagne e le bellezze del creato. Sapeva sempre dove schierarsi. E’ stato anche ciclista sulla via Francigena alla cresima. Camminatore, su e giù per cime e ghiacciai. Era per la fratellanza. Mitiche le sue feste. Pietro era i suoi risotti prelibati. Era amico e fratello delle sue sorelle e di tanti, tanti altri. Casa nostra era sempre invasa di affetto. Ha voluto bene a tutti… era Pietro.
Voleva assaporare il mondo. Era un’esplosione di amore e bellezza. A ognuno ha insegnato qualcosa: a me tutti i colori dell’arcobaleno, che la vita è bella. Grazie Pietro, la vita è un bellissimo dono. Ti amo, il tuo padre terreno”.

Il ricordo degli amici e dei compagni scout

“Sapevi fare diventare speciale ogni cosa. Abbiamo mangiato arance come mele. Ricordiamo i tuoi risotti deliziosi, i tuoi dispetti. Davi sapore allo stare insieme: un sorriso, una battuta… Continuerai ad arrabbiarti quando cucinerò male..buona strada!”

“Era il primo a farsi avanti nelle difficoltà. Aveva una parola buona per tutti. Ci ha sempre contagiando col suo modo scherzoso di fare. Aveva un intenso senso dell’amicizia. Gli brillavano gli occhi quando condivideva momenti con più amici possibili con un risotto o una grigliata…Pietro montanaro, in montain bike, in questo modo è stato in grado di farci questi doni come ricordi. Penseremo alle sue battute e come maestro di vita. Sarà vicino a noi. Fai in buon viaggio, per tutto il bene che hai fatto non ti scorderò”.

“Ci siamo conosciuti al liceo. Con gli anni i tuoi capelli e la tua barba erano diventati un segno distintivo. Ricordo che hai tagliato la barba solo una volta per una scommessa. Avevi una grande capacità di saper dare il giusto peso alle cose. Ci hai insegnato a guardare avanti. Eri una persona leale. Quante volte hai dato passaggi agli amici per stare insieme e l’incidente lo testimonia. Con te ho fatto la mia prima scalata. Parlavi sempre della tua famiglia che amavi. La moto era la tua passione. Sei stato trasgressione ed energia ma senza fare male a nessuno”.

“Amico…ti dico grazie. Sei stato un vero amico. Le parole non bastano”.

 

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