Aveva 79 anni

La città piange Maria Rosa Solè, una presenza speciale per tanti

Era la mamma di Silvia Minardi, capogruppo e consigliere comunale di Progetto Magenta. La lista civica la ricorda così: «Se pensiamo a te, ti pensiamo su una bicicletta. Grazie della tua spinta».

La città piange Maria Rosa Solè, una presenza speciale per tanti

Magenta si stringe attorno alla famiglia Minardi per la scomparsa di Maria Rosa Solè, vedova Minardi, morta a 79 anni.

Addio a Maria Rosa Solè

Una donna molto conosciuta in città, che negli anni aveva saputo conquistare l’affetto di tante persone con il suo carattere vivace, il sorriso sempre pronto, l’ironia e quella battuta che non mancava mai. Ma anche con una grande capacità di ascolto, empatia e attenzione verso chi le stava accanto. Maria Rosa era la mamma di Silvia Minardi, figura storica della politica magentina, capogruppo e consigliere comunale della lista civica Progetto Magenta. Ed è proprio Progetto Magenta, il gruppo al quale Silvia ha dedicato una parte importante del suo impegno politico, a ricordarla con parole particolarmente affettuose, riconoscendole un ruolo che andava ben oltre quello di mamma di una delle sue esponenti.

«Cosa sei stata per noi, Maria Rosa Sole. L’inizio di tutto» è l’incipit del ricordo pubblicato dal gruppo. Il paragone scelto è quello di una mamma che insegna al figlio ad andare in bicicletta: lo accompagna per qualche metro, poi gli dà la spinta decisiva e lo lascia pedalare da solo.

«Ecco cosa sei stata tu per noi, Maria Rosa: la mano della mamma che, quasi senza che ce ne accorgessimo, ci ha dato la spinta decisiva per farci pedalare da soli» scrivono gli amici di Progetto Magenta, ricordando il suo «supporto – quello, a dire il vero, per niente silenzioso», il coinvolgimento e il «tifo sfrenato».

Una presenza che non si limitava dunque a stare a guardare, ma che partecipava, sosteneva, incoraggiava. Nel messaggio, che la descrive come «una donna decisa e generosa, che credeva negli obiettivi e anche nella fatica necessaria per raggiungerli», si sottolinea anche:

«La tua divertente spontaneità, che non ti permetteva di tenere un sassolino nella scarpa neanche per un giorno».

«Ti, alura? Forza nè»

E se c’è un’immagine che più di tutte restituisce Maria Rosa è proprio quella della bicicletta, che tanti magentini ricordano averla vista usare abitualmente anche per gli spostamenti in città:

«Se pensiamo a te, ti pensiamo su una bicicletta. Ci vedi, freni e ti fermi. Appoggi un piede a terra, ci guardi e dici: “Ti, alura? Forza nè”».

Un’espressione che racchiude, secondo gli amici di Progetto Magenta, tutta la sua personalità: diretta, energica, affettuosa, capace di spronare gli altri senza troppi giri di parole.

Il post ha raccolto numerosi messaggi di cordoglio. C’è chi la ricorda come «una donna straordinaria», chi come una «presenza così vivace» della quale si avvertirà la mancanza e chi sottolinea la naturalezza con cui era possibile parlare con lei, «come se ci conoscessimo da sempre». Impossibile poi non ricordarne il sorriso. Particolarmente significativo anche il ricordo di chi, negli anni, aveva trovato in Maria Rosa una presenza accogliente.

Anche Silvia Minardi, nel rispondere ai messaggi, ha spiegato come vuole conservare il ricordo della mamma:

«Voglio ricordarmela con il suo sguardo ironico e la battuta sempre pronta».

Oggi l’ultimo saluto

I funerali di Maria Rosa Solè saranno celebrati oggi, lunedì 31 agosto, alle 15 nella Basilica di San Martino. Prima della celebrazione, alle 14.30, sarà recitato il Rosario. La famiglia ha chiesto di non portare fiori: eventuali offerte potranno essere devolute alla Basilica di San Martino e all’associazione San Vincenzo de’ Paoli di Magenta. A Silvia, alla sua famiglia e a tutti i suoi cari si è stretta in queste ore una comunità che ha conosciuto Maria Rosa non soltanto come la mamma di una figura molto presente nella vita politica cittadina, ma come una donna capace di lasciare un ricordo personale in chi l’ha incontrata.

«Grazie della tua spinta»

E Progetto Magenta affida il proprio saluto proprio a quella metafora della bicicletta con cui tutto è cominciato:

«Grazie per il tuo instancabile supporto, che ha permesso tutto questo. Grazie della tua spinta».