In casa aveva un vero e proprio arsenale con ben due pistole ed un fucile, oltre che armi bianche e simboli nazisti. Sono scattate così le manette per un ragazzo di 19 anni residente nel pavese, arrestato nella mattinata di ieri, mercoledì 14 ottobre, dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, per il reato di detenzione illegale di armi comuni da sparo.
Arrestato un 19enne con armi e materiale di matrice estremista
In particolare, in seguito alla perquisizione disposta dalla Procura di Milano, il giovane, indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, è stato trovato in possesso di diverse armi da fuoco: una pistola Fn Herstal modello 1906 calibro 6.35, una seconda pistola Fn Herstal mod. 1910 calibro 6964, un fucile automatico marocchi modello SM66 calibro 9 Flobert, molteplici armi bianche ed altri oggetti atti ad offendere, tra cui due sciabole, diversi coltelli e pugnali, una tirapugni, un’ascia ed un martello, un manganello e una pistola giocattolo priva di tappo rosso.
Inoltre, i poliziotti della D.I.G.O.S. della Questura di Milano hanno rinvenuto, all’interno della camera da letto, diverso materiale riconducibile all’estrema destra radicale, tra cui: riproduzioni e manuali di Hitler e Mussolini, bandiere nazionalsocialiste raffiguranti la svastica, una skullmask – tipico indumento indossato da internauti gravitanti in contesti virtuali eversivi, materiale propagandistico d’area raffigurante la croce celtica, svastiche ed il noto simbolo delle SS (Schutzstaffel) naziste.
Le indagini partite dalla chat “Terza Posizione”
L’arresto, arrivato alla fine di un’articolata indagine della Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. della Questura di Milano, coadiuvata dalla D.I.G.O.S di Pavia, in stretta sinergia con la Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto del Terrorismo e dell’Estremismo Interno, è partito dagli approfondimenti investigativi condotti nell’ambito del procedimento penale che lo scorso 22 aprile era sfociato nell’arresto di un altro estremista pavese, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari poiché individuato quale amministratore di una chat di un’applicazione di messaggistica istantanea denominata “Terza Posizione”, ed indagato per promozione di un’associazione avente finalità di discriminazione razziale e propaganda ed istigazione a delinquere, aggravate dall’apologia della Shoah.
Nel dettaglio, gli approfondimenti sviluppati sul device sequestrato a quest’ultimo, hanno restituito evidenze sull’odierno arrestato, corroborate dal materiale diffuso dal profilo social a lui in uso: in particolare, si è appreso che il il giovane, attestato su posizioni d’area skinhead particolarmente radicali, oltre ad aver veicolato contenuti multimediali e manifestato esternazioni di matrice violenta e discriminatoria, avrebbe potuto avere nella propria disponibilità armi da fuoco, elemento investigativo confermato nel corso dell’attività di perquisizione delegata eseguita in data odierna.
Il giovane è trasferito al carcere di Voghera
La Procura della Repubblica di Pavia, territorialmente competente, ha disposto il trasferimento del giovane al carcere di Voghera in attesa della convalida del G.I.P.