Magenta

In basilica l’ultimo saluto a Giovanni Lami

Una figura politica apprezzata da più parti, un uomo  impegnato per la sua comunità: il ritratto dell'ex assessore.

In basilica l’ultimo saluto a Giovanni Lami
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 04 Dicembre 2020 ore 08:00

L’ultimo saluto all’ex assessore Giovanni Lami verrà dato questa mattina, venerdì 4 dicembre, alle 10.30 in basilica. La chiesa più grande, per accogliere, nel rispetto delle direttive Covid, le tante persone che voranno salutarlo, prima della cremazione.

Nel 2013 si salvò dopo un infarto

Una figura politica apprezzata da più parti, un uomo  impegnato per la sua comunità: è il ritratto che emerge dalle tante manifestazioni di vicinanza che dal giorno della sua scomparsa, hanno abbracciato virtualmente la moglie Pinuccia e i figli. Lunedì 30 novembre la voce è circolata piano piano. Da giorni Lami era in ospedale, lottava col Covid che ha inevitabilmente aggravato il suo quadro clinico già complesso. Ma purtroppo questa volta non ce l’ha fatta, come avvenne nel 2013, quando, colto da infarto in Consiglio, fu subito soccorso e si salvò.

Un lungo impegno politico

Classe 1941, Giovanni nacque a Firenze, dove la famiglia si trovava temporaneamente per il lavoro del padre finanziere. Ma lui è poi cresciuto nella città della Battaglia, in quel Quartiere Nord di cui si sentiva profondamente figlio. Fu dirigente della Polisportiva Sacra Famiglia e da lì si avvicin alla politica. Militò coi socialisti, poi  Forza Italia, il PdL e il Nuovo centrodestra, con quel Luca Del Gobbo sindaco che lo volle suo assessore. Si impegnò attivamente per le politiche scolastiche, volle e ottenne il liceo musicale in città. A livello lavorativo fu per anni dirigente in una ditta di Bareggio. Inter e Magenta le sue passioni, oltre ai due figli e ai nipoti. Nel 2010, dopo anni d’amore, le nozze con Pinuccia, sua spalla e compagna di vita, oggi profondamente addolorata.

In basilica l’ultimo saluto a Giovanni Lami

Stimato da tutti, anche da chi, politicamente, non la pensava come lui, per il suo impegno e la sua dedizione al bene comune. Mai sopra le righe, si dimise nel 2016, stanco di una politica che non gli piaceva più. Troppi litigi, personalismi e arrivismi anche nel suo centrodestra, per cui voleva un unità che non trovava più. Lasciò l’aula, ma non mancò di sostenere i suoi nella competizione 2017, così come l’amico Del Gobbo alle regionali. Oggi l’ultimo saluto della sua Magenta.

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