Il Tar ferma la Superstrada per Malpensa

I giudici hanno evidenziato una serie di irregolarità di carattere tecnico

Il Tar ferma la Superstrada per Malpensa
Cronaca Rhodense, 01 Febbraio 2020 ore 12:13

La  Superstrada per Malpensa non s'ha da fare: la delibera del Cipe del 28 febbraio 2018 che dava il via libera al finanziamento da 220 milioni da parte del Ministero si è infatti infranta contro il pronunciamento dei giudici della seconda sezione del Tar.

Una opera discussa

La Superstrada che avrebbe dovuto collegare Vigevano a Malpensa ha quindi subìto un brusco stop. I giudici nel loro pronunciamento di venerdì 31 gennaio hanno ravvisato alcune irregolarità di carattere tecnico, originate in particolare dalle discrepanze tra il progetto preliminare e quello definitivo.

Chi esulta per lo stop

Una decisione che ha fatto esultare il variegato fronte del "no" al progetto, in primis i Comuni di Cassinetta e di Albairate, Città metropolitana, il Parco del Ticino, il Parco Agricolo sud Milano che del ricorso al Tar erano stati i promotori a seguito di una lunga battaglia per contrastare un'opera considerata troppo impattante per il territorio del Magentino-Abbiatense e non risolutiva dei problemi di traffico. Una prima vittoria del fronte del "no" c'era stata a luglio quando la Commissione di Valutazione Impatto Ambientale del ministro dell'Ambiente aveva espresso sull'intervento un parere negativo, sulla scia di una richiesta della Commissione Europea.

E chi invece si dispera

Superstrada, i sindaci al Ministero dei Trasporti.  Nella matttinata del 6 dicembre i prim icittadini da sempre favorevoli alla realizzazione della  Vigevano-Malpensa, accompagnati dall’on. Marco Maggioni, hanno incontrato la Segreteria Tecnica

La decisione, invece, assume contorni negativi per gli amministratori dei Comuni che fino a oggi si sono battuti per la realizzazione della Superstrada per Malpensa: poche settimane fa i sindaci di Vigevano, Abbiategrasso, Robecco sul Naviglio e Magenta avevano incontrato a Roma il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli per ribadire quanto l'opera fosse necessaria per la viabilità del territorio. Ora Anas potrebbe decidere di impugnare la sentenza.

Il comunicato congiunto dei sindaci Flavio Crivellin di Albairate e Michele Bona di Cassinetta di Lugagnano

E’ con immenso piacere che comunichiamo che il TAR Lombardia si è pronunciato a seguito dei ricorsi presentati dai Comuni di Cassinetta di Lugagnano e di Albairate e dai numerosi cittadini riuniti nel comitato NoTangenziale, annullando la delibera del CIPE che ne approvava il progetto definitivo della Superstrada Vigevano Malpensa. Abbiamo dimostrato che le nostre ragioni sono valide, che il progetto definitivo è sostanzialmente diverso da quello presentato nel 2008 e che quindi avrebbe dovuto rifare tutti i passaggi approvativi che invece hanno saltato, pensando di farla in barba ai cittadini ed al nostro territorio.
Grazie anche al nostro intervento e alla nostra petizione al Parlamento Europeo, la Commissione Europea ha chiesto un approfondimento al Ministero dell’Ambiente. Rientra infatti nella competenza della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente la valutazione in merito alla necessità di aggiornare i documenti ambientali, passaggio volutamente “saltato” da Anas, pur sapendo che il progetto era stato cambiato. La commissione di Verifica Impatto Ambientale, a luglio 2019 ha formalmente dichiarato che il progetto definitivo presenta sostanziali modifiche la cui rilevanza non è stata valutata.
Pertanto oggi, con la sentenza del TAR, viene annullata la Delibera del Cipe e viene altresì dimostrato che tale progetto non è più quello che era a suo tempo finanziato tramite Legge Obiettivo. Restiamo attivi per trovare soluzioni alternative per risolvere i problemi della mobilità locale. Siamo convinti che si debba riqualificare la viabilità esistente con mirati interventi, potenziare i mezzi pubblici e l’interscambio gomma-rotaia, favorire la rete ciclabile. Siamo viceversa contrari alla costruzione di devastanti opere, utili solo alle tasche di chi le costruisce, a danno dei cittadini di oggi e di domani, del nostro territorio agricolo, dei nostri Parchi Ticino e Sud Milano.

 

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