Battaglia legale

I gestori delle discoteche al Tar contro il Governo

I gestori si lamentano per le conseguenze drammatiche per il settore derivante dallo stop

I gestori delle discoteche al Tar contro il Governo
Legnano e Altomilanese, 18 Agosto 2020 ore 11:54
I gestori delle discoteche non ci stanno di fronte alla improvvisa chiusura dei locali e hanno deciso di ricorrere al Tar contro la decisione del Governo

La protesta passa dal Tar

I gestori dei locali notturni italiani non sono rimasti con la mani in mano e hanno deciso di avviare una azione sinergica davanti ai rispettivi Tribunali amministrativi regionali per chiedere la sospensione della delibera del Ministro della Salute Roberto Speranza.
Anche in questo caso ci si trova di fronte al delicatissimo spartiacque tra la tutela della salute pubblica e un ambito imprenditoriale con numeri considerevoli : 2.500 imprese, 50.000 dipendenti e un fatturato complessivo (per il 2019) di circa 5 miliardi di euro. Molti gestori del settore hanno deciso, tramite l’Associazione Giustitalia, di impugnare davanti ai Giudici Amministrativi dei propri Tribunali Amministrativi Regionali (competenti territorialmente), il Decreto ministeriale che “sembra aver dimenticato completamente questo settore. Siamo  consapevoli che questo momento storico è alquanto particolare, ma prima o poi la vita riprenderà. E allora la gente si renderà conto che un terzo dei locali ha chiuso, forse per sempre, perché non ci sono aiuti dallo Stato.  Chi esercita professionalmente attività imprenditoriale da ballo sono mesi che non ha entrate, a parte una piccolissima parentesi di luglio, e deve (comunque) pagare gli affitti, i dipendenti, e ci sono famiglie che vivono su queste attività. E poi ci sono anche decine di migliaia di lavoratori stagionali che vivono di stipendi mensili ora azzerati: camerieri, dj, musicisti, addetti alla sicurezza, barman, personale dei locali, ballerini, imprese di spettacolo. Tramite più ricorsi ai Tribunali Amministrativi Regionali, patrocinati dagli Avvocati dell’Associazione Giustitalia, gli esercenti del settore chiedono alla Magistratura amministrativa l’annullamento dell’Ordinanza nella parte in cui impone la chiusura delle discoteche e dei locali da ballo all’aperto. Nulla da dire invece, ovviamente con tutte le dovute precauzioni sanitarie, per l’obbligo di indossare la mascherina anche mentre si balla dalle 18 alle 6. Oltretutto – e non è cosa da poco – prevedere una riapertura molto lontana nel tempo e la conseguente privazione di luoghi che  possono essere messi in sicurezza e controllati dalle F.O. potrebbe comportare il rischio concreto di aggregazioni selvagge ed abusive (soprattutto da parte dei ragazzi) in luoghi privati improvvisati senza alcuna sicurezza sanitaria e senza alcuna vigilanza”.
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