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disordini in Piazza Selinunte

Guerriglia a Milano dopo un video musicale: il Questore emette 6 misure di prevenzione

La Polizia perquisite le abitazioni di 13 ragazzi

Cronaca Milano città, 16 Aprile 2021 ore 13:15

La Polizia di Stato a Milano ha eseguito questa mattina, venerdì 16 aprile,13 decreti di perquisizione domiciliari emessi dal Sostituto Procuratore Nobili, coordinatore del pool antiterrorismo della Procura di Milano, e da Cascone, Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, nei confronti di altrettanti giovani, 10 maggiorenni e 3 minorenni, tutti indagati in concorso per manifestazione non preavvisata, violenza e resistenza a pubblico ufficiale aggravate, individuati quali partecipi agli episodi di violenza commessi contro le forze dell’ordine, lo scorso sabato 10 aprile, nei pressi di piazza Selinunte. Un cittadino marocchino di 27 anni, con numerosi precedenti di polizia e che brandiva un machete, è stato indagato anche per porto d’armi.
L’operazione di questa mattina è stata condotta con il supporto del Reparto Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia e  dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano intervenuto, oltre che con le sue Volanti, anche con unità cinofile  antidroga.

Guerriglia a Milano dopo un video musicale

Sabato pomeriggio, verso le 17.30, la Questura di Milano era intervenuta dopo aver ricevuto la segnalazione di un assembramento di circa 300 giovanissimi, tra i 16 ed i 20 anni. L’intervento aveva provocato una violenta reazione dei ragazzi che, per una ventina di minuti, avevano fronteggiato le Forze dell’ordine con fitti lanci di sassi, bottiglie  e bastoni.
Le Forze dell’ordine erano poi riuscite a ripristinare la calma ed il quartiere era rimasto presidiato fino alla sera  per evitare ulteriori assembramenti.

Il Questore emette 6 misure di prevenzione e la Polizia perquisite le abitazioni di 13 ragazzi

L’attività investigativa svolta nei giorni successivi dalla Squadra Mobile, dalla DIGOS  con il contributo del Commissariato Bonola e il supporto specialistico della Polizia Postale e Comunicazioni e della Polizia Scientifica lombarde, ha permesso di ricostruire i fatti: i rapper 19enni Amine Ez Zaaraoui, in arte “Neima Ezza” e Zaccaria Mohuib, in arte “Baby Gang”, avevano dato appuntamento in zona San Siro ai propri fan per la registrazione di un video musicale di “Neima Ezza”. Le indagini hanno consentito di identificare e denunciare i 13 giovani che si sono distinti per la veemente reazione contro le forze dell’ordine.
Contestualmente all’attività investigativa, sui fatti di sabato è stato effettuata, da parte della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, anche una specifica attività istruttoria che ha portato il Questore di Milano Giuseppe Petronzi ad emettere 6 provvedimenti di prevenzione a carico di alcuni dei giovani identificati dalla Squadra Mobile e dalla Digos. I provvedimenti sono stati notificati ai destinatari questa mattina nel corso delle perquisizioni. Si tratta di giovani di età compresa tra i 18 e i 27 anni, di origine magrebina, tutti con precedenti di polizia per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, reati contro la persona e reati  contro il patrimonio.
Nel dettaglio sono stati emessi 5 Avvisi Orali e un provvedimento di Rimpatrio con foglio di via obbligatorio nei confronti di un ventenne residente a Sondrio, che non potrà rientrare nel comune di Milano per 3 anni. I destinatari degli Avvisi Orali sono tutti  residenti nel capoluogo, nella zona di Piazzale Selinunte e del quartiere Baggio. Gli stessi sono stati formalmente invitati a  tenere, d’ora in poi, una condotta conforme alla Legge, a pena di incorrere in più incisive e gravose misure di prevenzione, come la  Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza.
Proprio quest’ultima misura è al vaglio della Divisione Anticrimine per altri 4 giovani, di età compresa tra i 18 e i 25  anni, con precedenti di polizia più gravi (tra cui rapina, lesioni personali, possesso di oggetti atti ad offendere) ed  hanno quindi espresso una pericolosità sociale che necessita di misure di contenimento più coercitive.