Cronaca

Gat Sonda Cassini il suicidio annunciato

Incontro con gli astronomi tradatesi e con Cesare Guaita in Truffini lunedì 6 novembre

Gat Sonda Cassini  il suicidio annunciato
Cronaca 01 Novembre 2017 ore 14:42

Gat Sonda Cassini incontro in Truffini

Alle 13.55 del 15 settembre si è conclusa, con un tuffo suicida nelle nuvole di Saturno,  la missione della sonda Cassini, più grande e complessa esplorazione spaziale di sempre. Sarà questo l’argomento della serata organizzata dal Gat, Gruppo Astronomico Tradatese per lunedì 6 novembre alle 21 in Villa Truffini.  All’incontro interverrà il presidente  Cesare Guaita per parlare a nome del Gat Sonda Cassini, cronaca di un suicidio annunciato.

Gat Sonda Cassini: scoprì su Titano ambienti adatti alla nascita di forme di vita

La missione Cassini, entrata in orbita attorno a Saturno il 1° luglio 2004, ha percorso, in 13 anni,  qualcosa come 270 orbite, suddivise in tre periodi successivi: missione primaria, missione equinoziale, missione solstiziale.  La missione primaria, che  durò 4 anni permise di scoprire che "su Titano  c’erano  un po’ dovunque fiumi di metano e sui poli grandi laghi di metano ed etano liquidi.  Su Encelado vennero scoperti geyser di vapor d’acqua", spiega Guaita. La Cassini in sostanza ha  scoperto su Titano ed Encelado ambienti adatti alla nascita di qualche forma di vita.

Gat Sonda Cassini, il suicidio

"Per evitare che vi potesse cascare casualmente all’esaurimento del combustibile di bordo,  si è deciso che la cosa migliore era quella di ‘suicidarla’ definitivamente nelle nuvole  di Saturno. Dall’inizio di luglio 2008 alla fine di settembre 2010 la missione venne prolungata per altri due anni sotto il nome di ‘estensione equinoziale’ per cogliere  i fenomeni conseguenti all’equinozio saturniano del 12 agosto 2009, quando il Sole  si è collocato esattamente sul piano degli anelli". riferisce Guaita. L’ultima parte della missione Cassini è stata anche la più prolungata nel tempo (155 orbite): denominata ‘estensione solstiziale’ concludersi il 15 settembre 2017 con la suggestiva discesa pilotata  dell’intero Orbiter nelle nuvole di Saturno. "Mai nessuna macchia umana si era avvicinata così tanto al pianeta inanellato ed ai suoi anelli: per questo negli ultimi 2 minuti prima della distruzione dovuta all’attrito termico sono stati inviati a Terra dati di incalcolabile interesse scientifico", conclude Guaita.  Di tutto questo e molto di più si parlerà  alla serata del 6 novembre in Truffini.