Inchiesta in tutta Italia

Frode al Fisco, la Finanza sequestra oltre 36 milioni di euro

Nel mirino sono finite ben 88 società. E c'è chi prendeva anche il sostegno dello Stato

Frode al Fisco, la Finanza sequestra oltre 36 milioni di euro
Milano città, 14 Ottobre 2020 ore 12:39

L’accusa nei confronti di 88 società è di indebite compensazioni tra debiti e crediti d’imposta: da qui l’intervento della Guardia di Finanza e il sequestro di oltre 36 milioni di euro

 L’intervento della Finanza e la presunta frode al Fisco

I finanzieri del Comando provinciale di Milano, nell’ambito di complesse indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, stanno dando esecuzione a due decreti di sequestro preventivo, finalizzati alla confisca, anche per equivalente, di oltre 36 milioni di euro nei confronti di 88 società coinvolte a vario titolo nella commissione di plurimi reati tributari in materia di indebite compensazioni d’imposta. Inoltre sono in corso perquisizioni locali nei confronti di 103 persone  indagate, rappresentati legali delle società a vario titolo coinvolte.
L’operazione, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano e convenzionalmente denominata “Take Over”, scaturisce da una segnalazione dell’Inps, avente ad oggetto un’anomala operatività di compensazione di crediti e debiti d’imposta, perpetrata a mezzo della presentazione dei modelli F24.
I successivi accertamenti hanno permesso  di ricostruire un articolato meccanismo di evasione dei debiti previdenziali ed erariali, posto in essere da soggetti economici residenti prevalentemente in Lombardia (soprattutto concentrati a Milano), Lazio, Piemonte, Campania ed Emilia-Romagna.
Tra i beneficiari del sistema illecito vi erano poi imprese eterogenee ed operanti nel settore delle pulizie, edile, del trasporto merci e logistica, alberghiero e della ristorazione, nonché società di vigilanza privata.
In particolare, le attività investigative hanno consentito di rilevare un diffuso e consolidato meccanismo di evasione perpetrato facendo ricorso all’istituto del cosiddetto accollo fiscale.
Le risultanze investigative hanno evidenziato, infatti, come il debito tributario maturato dal soggetto cd. “accollato” (titolare dell’obbligazione tributaria) sia stato pagato da una terza società “accollante”, utilizzando in compensazione crediti vantati verso l’Erario, in violazione di quanto previsto dal quadro dispositivo vigente. Ad ulteriore conferma dell’illiceità delle operazioni non sono state, altresì, rilevate tracce dell’onerosità dei contratti di accollo, che rappresentavano, pertanto, l’espediente attraverso il quale il “debitore d’imposta” “abbatteva” la propria esposizione tributaria.

La rete da Milano a Roma

Tra i soggetti deferiti all’autorità giudiziaria, oltre ai legali rappresentanti delle società coinvolte, è emersa la centralità di professionisti operanti nelle provincie di Milano, Brescia, Novara, Lecco, Roma e Latina, portatori del know-how funzionale alla perpetrazione delle condotte delittuose, che hanno proceduto alla trasmissione telematica dei modelli F24 di compensazione ed hanno agito con modalità seriali, rappresentando il collegamento tra le
società accollanti (per un totale di 16) e le diverse società debitrici (complessive 88 persone giuridiche).
Nel corso delle indagini è anche emerso che 15 società investigate sono risultate destinatarie dei cosiddetti contributi a fondo perduto, concessi in relazione all’attuale quadro emergenziale; sono in corso approfondimenti in merito al corretto utilizzo di tali somme.

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