Franco Tosi a Roma: “Il ministro Calenda ci deve ascoltare”

Giovedì primo marzo otto ore di sciopero, i lavoratori andranno a Roma a manifestare davanti al Ministero dello Sviluppo economico.

Franco Tosi a Roma: “Il ministro Calenda ci deve ascoltare”
Legnano e Altomilanese, 28 Febbraio 2018 ore 09:26

Franco Tosi, giovedì primo marzo otto ore di sciopero. I lavoratori andranno a manifestare a Roma davanti al Mise.

Franco Tosi, la Fim Cisl: “Vogliamo risposte chiare, basta tempo perso”

“Vogliamo che il ministro Carlo Calenda ci riceva. Non possiamo perdere altro tempo. Pena la perdita di un perno della storia industriale di Legnano e di tutto l’Alto Milanese”. E’ quanto dichiara Christian Gambarelli, segretario generale della FIMin Cisl Milano Metropoli alla vigilia della mobilitazione che si terrà domani, giovedì primo marzo, a Roma davanti al Ministero dello Sviluppo economico, tesa a sbloccare l’impasse in cui è entrata l’azienda di Legnano per quanto concerne la questione delle aree. “L’altro giorno – racconta Gambarelli – è saltato l’incontro tra il titolare dell’azienda e il commissario straordinario Andrea Lolli. E’ un fatto grave, oltre che preoccupante, che ha avuto subito ripercussioni negative rispetto alla possibilità, più volte manifestata, da parte della famiglia Presezzi di abbandonare Legnano e portare tutta l’attività a Burago Molgora”.

“Perdere la carpenteria vorrebbe dire perdere il cuore pulsante dell’azienda”

“E’ chiaro che la cosa ci allarma – sottolinea il sindacalista – tanto più dopo che Presezzi ha ipotizzato che la carpenteria della Tosi, che ad oggi impiega una parte significativa di addetti, venga trasferita a breve in Brianza. Se così fosse, inizieremmo a perdere il cuore pulsante dell’azienda in termini produttivi”.

“Tutti a Roma per far sentire la nostra voce”

E’ alla luce di questo scenario assai delicato che la Fim Cisl ha immediatamente convocato un’assemblea straordinaria nel corso della quale si è deciso di organizzare un presidio di protesta nella capitale sotto al Mise. “Auspico la massima partecipazione – ha detto Gambarelli -, così da far sentire forte la nostra voce. Servono risposte precise entro marzo, non si può ancora tergiversare. Diversamente il rischio che tra poco più di due anni Legnano perda la sua fabbrica simbolo diventerà sempre più reale”.

“La Tosi è un bene che viene prima degli interessi di parte”

“Ognuno deve fare fino in fondo la propria parte – aggiunge Beppe Oliva, responsabile Welfare della Cisl Milano Metropoli, nonché  punto di riferimento della Cisl per l’Alto Milanese -, sono convinto che solo così questa vicenda potrà avere quell’epilogo positivo in cui tutti noi speriamo.  Proprietà, commissario, amministrazione comunale, parti sociali, ciascuno dovrà agire in modo responsabile, tenendo ben presente cosa rappresenta la Franco Tosi per questo territorio: un bene che viene prima degli interessi di parte”.

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