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Fanno esplodere una bomba fuori dal suo negozio come intimidazione perché era la testimone di un loro processo

Due giovani arrestati dai Carabinieri

Cronaca Milano città, 16 Aprile 2021 ore 13:40

Questa mattina, venerdì 16 aprile 2021, i Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni hanno dato esecuzione  a Cormano ad un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesso dal G.I.P. di Monza, nei confronti di 2 indagati (un italiano, classe 1997, ed un moldavo, classe 2000), ritenuti responsabili dei reati di minaccia, danneggiamento e porto di materiale esplodente.

 

Fanno esplodere una bomba fuori dal suo negozio come intimidazione perché era la testimone di un loro processo

Le indagini, condotte dalla Stazione dei Carabinieri di Cusano Milanino e coordinate dalla Procura della Repubblica di Monza, sono state avviate in seguito all’esplosione di una bomba carta nella notte del 15 maggio 2020, all’interno della galleria di via Mazzini. La deflagrazione dell’ordigno artigianale, posizionato in corrispondenza della vetrina di un salone di parrucchiere ed innescato sul posto dagli autori, aveva danneggiato gravemente la vetrina dell’esercizio.

Nel corso dell’attività investigativa i militari sono riusciti ad identificare entrambi i responsabili, individuando anche l’auto utilizzata per gli spostamenti, riuscendo a mappare il percorso attraverso lo studio e l’analisi dei tabulati telefonici. Le perquisizioni domiciliari, delegate dall’Autorità Giudiziaria, hanno consentito di trovare gli abiti indossati durante l’evento e di riscontrare, anche attraverso l’esame dei telefoni cellulari, ulteriori ed importanti elementi a carico dei due.

Il movente del gesto intimidatorio è da ricercarsi in una deposizione che, nel successivo mese di giugno, la titolare dell’esercizio avrebbe dovuto rendere in qualità di testimone nell’ambito di un procedimento penale che vede i due arrestati imputati per il reato di lesioni personali aggravate ai danni di due coetanei, per fatti accaduti nel 2018 in Milano alla presenza della donna. Determinante, per il buon esito delle attività di indagine, è stata l’intuizione del Comandante della locale Stazione, che, ricordando la notifica fatta tempo prima alla donna proprio in merito alla convocazione, è riuscito ad indirizzare i primi accertamenti investigativi sui due uomini, ipotizzando che potessero aver agito con il chiaro intento di far desistere la donna dal testimoniare contro di loro.

Ultimate le formalità di rito, i due soggetti sono stati ricondotti dai militari nele rispettive abitazioni, dove permarranno in regime di arresti domiciliari