É entrato nel Comando di Polizia Locale di Baranzate, dopodichè ha estratto un coltello da cucina dove sulla lama era presente la scritta Allah Akbar ed ha minacciato i presenti urlando frasi ingiuriose.
Estrae un coltello con la scritta Allah Akbar e minaccia i presenti al comando di Polizia Locale: arrestato
L’uomo è però stato bloccato fortunatamente dai Carabinieri e disarmato senza opporre resistenza. Si tratta di un 31enne marocchino, arrestato successivamente in flagranza per attentato per finalità terroristica e minaccia ad un corpo amministrativo o ai suoi singoli componenti.
L’uomo censurato, irregolare sul territorio nazionale, affetto da disturbo bipolare della personalità, già noto alle Forze dell’Ordine e sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora e di presentazione alla P.G. emessa dal Tribunale di Milano per furto aggravato; contestualmente deferito in stato di libertà per porto di armi od oggetti atti ad offendere, detenzione abusiva di armi e ricettazione.
L’intervento al Comando di Polizia Locale
L’allarme è scattato nella giornata di venerdì 17 luglio, attorno alle ore 12:30 circa, quando i carabinieri sono intervenuti al Comando di Polizia Locale di Baranzate dove l’uomo, presentatosi spontaneamente, aveva estratto un coltello da cucina con lama della lunghezza di 20 cm e, brandendolo in aria, stava minacciando i presenti proferendo frasi minacciose; i militari, giunti sul posto, lo hanno bloccato e disarmato senza che questi opponesse resistenza.
Il coltello sequestrato
Sul coltello, che è stato sequestrato, era riportata, con pennarello indelebile, la scritta “allah akbar”. In seguito alla successiva perquisizione locale, eseguita dai militari di un locale deposito occupato abusivamente dal soggetto, sono stati altresì rinvenuti e sequestrati vari attrezzi da cantiere, 30 cartucce cal. 12, decine di coltelli e strumenti idonei all’offesa alla persona, artigianalmente modificati e con incise frasi di natura propagandistica.
L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato trasferito al Carcere di Milano “San Vittore”.