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Magenta

Ecco perché alle scuole de Amicis non si fa la didattica a distanza

Intervista al presidente del Consiglio di istituto del plesso chiuso per lavori.

Ecco perché alle scuole de Amicis non si fa la didattica a distanza
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 08 Marzo 2021 ore 09:29

Perché alle scuole de Amicis non si fa la didattica a distanza? Da giorni lo stand by del plesso sud, chiuso per lavori urgenti, sta facendo discutere l’opinione pubblica, soprattutto dopo la decisione di Regione Lombardia di chiudere per Covid tutte le scuole e avviare la dad. Ma non alle de Amicis, neppure dopo la nuova ordinanza di sabato 6 marzo.
Spieghiamo perché col numero uno del Consiglio di istituto Andrea Friggi.

Perchè la dad non parte?

“Il Sindaco di Magenta Chiara Calati ha ordinato la chiusura del plesso delle De Amicis. Così facendo il corpo docente è rimasto a casa,ma non in vacanza, è rimasto a casa perché il luogo di lavoro è chiuso. Perciò non possono lavorare, anche se vorrebbero. Non possono tenere lezioni né in presenza né a distanza. Anche perché le lezioni a distanza si possono fare solo e soltanto se l’attività didattica è possibile. A Magenta non lo è”.

Il Sindaco potrebbe ordinare di riprendere le lezioni a distanza?

“No, tutto ciò che riguarda la didattica non è di competenza del sindaco, non può sospenderla, né imporre di farla. Allora lo può fare la Dirigente scolastica? Non può, perché le scuole sono chiuse con ordine del sindaco, quindi le maestre sono a casa dal lavoro. Il contratto collettivo nazionale, rafforzato da un accordo dei sindacati, vieta ai docenti di lavorare quando la scuola è chiusa. Perciò se la dirigente dovesse ordinare al corpo docente di lavorare farebbe una cosa fuori legge. L’ordinanza del Presidente Fontana, non si applica quindi alle scuole De Amicis? Esatto, non può applicarsi perché le scuole era già chiuse al momento in cui la Giunta Regionale ha licenziato l’ordinanza di chiusura”.

Come si sarebbe potuto risolvere la questione?

“L’Amministrazione comunale avrebbe dovuto rispondere positivamente e con sollecitudine all’invito della scuola di mettere a disposizione delle strutture per il periodo che va dal’8 marzo al 12 marzo, così facendo, anche se l’edificio scolastico era chiuso per lavori, si sarebbe potuto far ripartire l’attività didattica che come prevede l’ordinanza del Presidente Fontana avrebbe assunto la forma della didattica a distanza. Purtroppo il Sindaco non ha voluto far pervenire nessuna offerta in questo senso quindi non è possibile offrire la didattica a distanza e conseguentemente per le famiglie non è possibile chiedere congedi e permessi per prendersi cura dei propri figli”.

Quindi non ci saranno lezioni nel corso della prossima settimana?

“Vorrei spezzare una lancia a favore del corpo docente. Ho letto che gli insegnanti non vogliono lavorare e si nascondo dietro un accordo sindacale, ho letto che come al solito gli insegnanti sono a casa a far niente e prendono pure lo stipendio, vergogna! Ebbene, faccio presente che tutto il corpo docente era già pronto da venerdì 5 marzo ad inviare ai propri alunni l’agenda scolastica per la settimana che va dal’8 marzo al 12 marzo. Sarebbe stato sufficiente che il Sindaco ci avesse contattato offrendoci degli spazi in edifici comunali, cosa che non ha fatto. A scuola siamo pronti, ma se non abbiamo a disposizione dall’Amministrazione comunale degli spazi, non possiamo fare nulla”.

Come si sta tamponando?

“Il corpo docente, pur di non far perdere ore di lezione ai nostri alunni, ha offerto volontariamente il proprio tempo ai nostri ragazzi. Come? Semplice, faranno degli incontri a distanza, dove riprenderanno argomenti già trattati sui banchi di scuola nei periodi precedenti, correggeranno compiti, insomma non potendo fare la Dad, e non volendo restarsene a casa pagati a non fa nulla, hanno deciso di offrire professionalità, tempo ed energie sottoforma di volontariato”.

 

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