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"Dottor seppia" a Tradate, il Pd: "Chi vigila?"

"È questa la soluzione della Regione e dell’azienda ospedaliera alla mancanza del personale medico?"

"Dottor seppia" a Tradate, il Pd: "Chi vigila?"
Saronno, 29 Dicembre 2018 ore 14:53

Il Partito Democratico di Tradate interviene dopo la notizia dell'arrivo all'ospedale Galmarini di Emilio Alfano, il "dottor seppia".

Ospedale di Tradate, promesse non mantenute

Clima teso e politica destata dopo la notizia dell'arrivo all'ospedale di Tradate del dottor Emilio Alfano, noto alle cronache da settembre grazie a un video che lo riprendeva mentre puliva le seppie all'interno dell'ospedale di Praia a Mare, oltre che per essere stato trovato ubriaco in servizio a Boscoreale (dove ha poi aggredito un carabiniere) e per un'altra aggressione ai danni di un tecnico di radiologia. Il problema del Galmarini però, come è noto, è ben più ampio e riguarda la carenza di personale. Da anni politica locale, medici e cittadini chiedono nuove assunzioni, da anni Regione e Asst promettono nuovi bandi e, sempre da anni, questi (quando va bene) bastano a malapena a sostituire i pensionamenti o quelle figure che decidono di lasciare il Galmarini verso altre strutture. A chiedere il conto delle ultime promesse è anche il Partito Democratico: "A giugno l’azienda aveva rassicurato i cittadini promettendo nuove assunzioni e bandi - ricordano - Il Consigliere regionale Emanuele Monti, a seguito di un incontro con il direttore Generale dell’Asst Sette Laghi Callisto Bravi, nel mese di luglio confermò che entro la fine dell'estate le assunzioni sarebbero state ben dieci. L’estate è ormai finita, siamo in inverno inoltrato, e dei medici promessi neanche l’ombra".

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L'arrivo della cooperativa

Come più volte raccontato, i bandi emessi sono spesso andati deserti o hanno comunque faticato a portare nuovo personale all'ospedale di Tradate. Da qui la decisione di ricorrere a una cooperativa per "tamponare" le carenze e coprire i turni, sempre più massacranti, cui sono costretti i medici del Pronto Soccorso e degli altri reparti chiamati in supporto. "La soluzione 'temporanea' proposta dalla Regione, affidarsi ad una cooperativa privata, non può essere condivisa e desta non poche preoccupazioni - fanno notare dal Partito Democratico - Una soluzione che, proprio perché provvisoria e dunque destinata a terminare, non tiene conto delle criticità nel lungo periodo".

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Il dubbio illegittimità

A destare qualche dubbio sulla soluzione, anche una sentenza del Consiglio di Stato. "Il ricorso ai medici delle cooperative è un’abitudine, nata nelle Asl e negli ospedali, per far fronte alla carenza di personale. Un meccanismo recentemente bocciato dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 1571 del 2018", evidenziano. Una sentenza, nata da un ricorso a Roma, che sancisce tra le altre cose che, in caso di fornitura di personale (come in questo caso), la cooperativa dovrebbe essere iscritta all'apposito Albo Nazionale. "Cosa di cui non abbiamo trovato conferma", spiegano dal Pd.

"Chi controlla?"

"Noi, come Partito Democratico, ci siamo posti alcune domande - continuano  - chi sono i medici che verranno inseriti nell'organico? Quali sono i loro curriculum? Quali i costi che verranno sostenuti? Ma soprattutto chi vigilerà sul loro operato e sulle loro competenze? Con l’arrivo del primo medico assunto tramite cooperativa queste domande appaiono ancor più rilevanti e sia l’Azienda che la Regione Lombardia dovranno necessariamente fornire riscontro. Abbiamo appreso dalla stampa l’arrivo di un medico noto non tanto per il suo curriculum accademico, né per le sue competenze, ma per le sue bizzarre abitudini e per gli atteggiamenti poco consoni tenuti sul luogo di lavoro. È questa dunque la soluzione della Regione Lombardia e dell’azienda ospedaliera alla mancanza del personale medico?".

"Vogliamo risposte, così non si risolve nulla"

"Ai cittadini servono risposte sul futuro di questo ospedale, fondamentale per il nostro territorio, ed il ricorso a personale esterno, peraltro per un periodo di tempo limitato, non può certo essere la soluzione - concludono dal partito d'opposizione - Una soluzione temporanea non condivisibile che non tiene conto dei grossi problemi di carenza del personale e di posti letto che, nel lungo termine, continueranno ad esserci. Il Partito Democratico, per far chiarezza sulla situazione dell'Ospedale Galmarini e sulle reali intenzioni dell'Azienda, richiederà la convocazione di una commissione con i vertici dell’azienda".

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