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Donna uccisa in strada con 5 coltellate: fermato il convivente

L'uomo ha sostenuto di essere stato tutto il giorno in un bar, ma la sua versione non ha convinto gli inquirenti.

Donna uccisa in strada con 5 coltellate: fermato il convivente
Cronaca Milano città, 08 Febbraio 2021 ore 13:19

Nella notte tra domenica 7 e lunedì 8 febbraio  i Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese hanno fermato A.K. di 43 anni, già noto alle Forze dell'ordine e disoccupato, ritenuto responsabile dell’omicidio volontario aggravato della sua convivente L.H. di 48 anni.

Donna uccisa in strada con 5 coltellate

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna, nel primo pomeriggio di ieri, domenica 7 febbraio, mentre si prostituiva lungo la S. P. 40 a San Giuliano Milanese, all'altezza rotonda di Pedriano, è stata raggiunta a piedi dal convivente che, dopo una lite in strada, le ha inferto tre coltellate sulla coscia sinistra e due alla schiena per poi allontanarsi in una stradina di campagna facendo perdere le tracce.
La donna è stata soccorsa da personale 118 ed è stata immediatamente trasportata all'ospedale Humanitas di Rozzano in codice rosso. La donna è morta poco in sala operatoria per le numerose ferite e la copiosa perdita di sangue.
Sul luogo dell'aggressione violenta sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di San Giuliano Milanese e della Sezione Operativa che hanno svolto il sopralluogo tecnico scientifico e hanno trovato la borsa della donna con i suoi effetti personali ed il suo cellulare.

Fermato il convivente

I militari si sono recati dunque a casa della vittima, in un’abitazione di Milano in zona Corvetto dove, nel corso del tardo pomeriggio, hanno rintracciato il convivente che era in stato di ubriachezza e con indosso ancora gli abiti utilizzati durante l'accoltellamento.
L’uomo, che era stato descritto con delle scarpe rosse, un cappellino nero ed un giubbotto scuro, è stato a lungo interrogato dal Pubblico Ministero fino a tarda notte dove ha sostenuto di avere convissuto per venti anni con la vittima ma che nell’ultimo periodo hanno avuto delle discussioni per gelosia in quanto la donna, da diverso tempo, frequentava un amante.
L’aggressore, che non ha mai ammesso i fatti che gli sono stati contestati, si è giustificato dicendo di essere stato tutto il giorno a Milano a bere al bar, contraddicendosi però varie volte.
Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lodi, hanno dunque consentito, a seguito di minuziosi accertamenti basati sull’analisi della visione delle telecamere, delle testimonianze e dei tabulati telefonici, nonché di alcuni riconoscimenti, di raccogliere univoci e determinanti elementi di responsabilità a carico del 43enne consentendo di appurare con certezza  la sua presenza nel luogo dell'omicidio e di avere elementi sufficienti per l’emissione di un fermo di indiziato di delitto eseguito nella notte. Il fermato, è stato quindi portato nella casa circondariale di Milano a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.