Cerro Maggiore

“Ciao Roberto, te ne sei andato in punta di piedi: da gentleman quale eri”

La Pallacanestro ricorda Proverbio, spentosi per malattia a 63 anni. "Grazie, perché sei stato soprattutto un amico".

“Ciao Roberto, te ne sei andato in punta di piedi: da gentleman quale eri”
Legnano e Altomilanese, 30 Agosto 2020 ore 16:00

“Ciao Roberto, te ne sei andato in punta di piedi senza disturbare, con quel tuo fare educato, un po’ distaccato da gentleman”. Così l’Asd Pallacanestro Cerro Maggiore ricorda Roberto Proverbio.

“Ciao Roberto”, il ricordo della Pallacanestro

Il cerrese, spentosi lunedì a 63 anni, marito di Piera Mercedes Landoni (conosciuta per il suo lungo percorso politico e per il suo impegno sociale, attualmente responsabile Welfare e Salute per il Partito Democratico della Città Metropolitana di Milano e consigliera comunale a Cerro per la lista di minoranza Bene Comune),  è stato prima un giocatore del Gso Pallacanestro e poi, quando ha appeso le scarpette al chiodo, è rimasto nella società come dirigente del settore maschile. “Ricordiamo la sua passione ma anche la sua competenza e gentilezza. quando c’erano le partite, fino a qualche anno fa, era sempre disponibile come addetto al tempo e ad accompagnare le squadre in trasferta – commenta Walter Mariotti della società cestistica – Classe 1957, aveva iniziato a giocare da ragazzino nel campo dell’oratorio di Cerro Maggiore, di quei tempi gli piaceva ricordare le persone che aveva conosciuto. In seguito era diventato un apprezzato dirigente, sempre pronto a dare consigli ma senza interferire con le decisioni degli allenatori. Quando è circolata la notizia abbiamo ricevuto messaggi di tanti allenatori e giocatori che lo hanno conosciuto e tutti erano concordi nel dire che era una brava persona e che di lui è rimasto un piacevole ricordo”.

“Grazie, perché sei stato soprattutto un amico”

“Te ne sei andato in punta di piedi senza disturbare, con quel tuo fare educato, un po’ distaccato da gentleman – così lo ricorda la società – L’ultima volta che ci siamo visti hai chiesto: ‘Come va la Pallacanestro?’. Per te, che hai iniziato a tirare sul campetto dell’oratorio di Cerro, la nostra società era semplicemente questo, un nome che comprendeva tutti e tutto il nostro mondo. Sei stato un giocatore corretto e appassionato, un dirigente competente, sempre presente alle partite dei più piccoli fino a quelle della prima squadra. Ci hai sempre seguito con discrezione, ma col cuore. Quanti ‘tavoli’ abbiamo fatto assieme, quante palestre abbiamo visto, quanti chilometri, quanti momenti hai diviso con noi, quanto tempo ci hai regalato. Grazie Roberto, perché sei stato soprattutto un amico. Ciao Roberto”.

 

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