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Il caso

Causò un incendio per vendicarsi dell’ex datore di lavoro: arrestato

L'uomo incastrato grazie a videosorveglianza e testimonianze.

Causò un incendio per vendicarsi dell’ex datore di lavoro: arrestato
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 17 Aprile 2021 ore 11:42

Causò un incendio per vendicarsi dell’ex datore di lavoro, arrestato. Sabato 17 aprile,  i Carabinieri della Tenenza di Rozzano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della Procura della Repubblica  nei confronti di un 43enne italiano responsabile a vario titolo di incendio.

L’indagine

L’indagine è stata avviata nel pomeriggio del 4 aprile 2021 a seguito di un rogo  che, propagatosi all’interno del capannone di una società operante nel settore della pulizia, raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti nel territorio della provincia di Milano, aveva causato ingenti danni e la distruzione di 14 mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti ed il lavaggio delle strade. Subito si è seguita la pista dolosa,  poiché il contesto faceva ritenere inverosimile un corto circuito e per il ritrovamento in prossimità del capannone di un guanto monouso strappato e materiale infiammabile del tipo “diavolina”, chiaramente utilizzato per appiccare il fuoco. I Carabinieri, quindi, in attesa degli ulteriori sopralluoghi delle unità specializzate dei Vigili del Fuoco hanno esplorato  tutte le ipotesi investigative anche al fine di valutare una matrice criminale legata agli interessi della criminalità organizzata nel settore dei rifiuti.

Causò un incendio per vendicarsi dell’ex datore di lavoro: arrestato

Dall’analisi dei filmati di videosorveglianza in prossimità dell’area, inoltre, i militari hanno poi nitidamente notato un individuo vestito di scuro che, verosimilmente dopo essersi introdotto all’interno del capannone ed aver appiccato il fuoco (dalle immagini è infatti già evidente la colonna di fumo), aveva scavalcato il muro di recinzione gettando, prima di dileguarsi, qualcosa nel cestino. Le testimonianze di alcuni dipendenti dell’azienda hanno però successivamente indirizzato le indagini verso l’indagato il quale, licenziato dalla società solo pochi mesi prima, si era recentemente reso protagonista di atteggiamenti molesti e condotte delittuose ai danni dell’ex datore di lavoro.

Come è stato incastrato

I sospetti hanno poi trovato concretezza quando gli inquirenti, dopo aver notato sul suo profilo social una foto in cui il soggetto indossava gli stessi pantaloni dell’autore dell’incendio, effettuavano una perquisizione domiciliare nel corso della quale rinvenivano un paio di pantaloni della tuta neri con alcuni segni bianchi, una felpa con cappuccio di colore nero con strisce orizzontali, un cappellino da baseball di colore nero, un paio di scarpe sportive di colore nero ed un marsupio di colore grigio, tutti perfettamente compatibili con gli indumenti indossati dall’autore del reato.