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Vitali e Mazzei lottano tra i Guerrieri Invisibili

Un movimento, quello dei Guerrieri Invisibili, che punta a migliorare le condizioni di vita di chi è affetto da una malattia cronica.

Vitali e Mazzei lottano tra i Guerrieri Invisibili
Attualità Legnano e Altomilanese, 31 Ottobre 2021 ore 12:11

Combattere ogni giorno per cercare di migliorare le condizioni di vita di tutte le persone affette da una malattia cronica. E' la scelta fatta anche dal parabiaghese Christian Vitali e dalla rhodense Eleonora Mazzei.

La battaglia dei Guerrieri Invisibili

Anche il nostro territorio si è mobilitato dopo l’appello lanciato dalla veneziana Micol Rossi, classe 1991 che soffre del morbo di Crohn e che ha deciso, anche grazie al suo blog "Diario di una crohniana", di dare vita a un vero e proprio movimento - Guerrieri Invisibili - che spera diventerà presto un’associazione. Nel frattempo c’è comunque il gruppo Telegram "Facciamoci Sentire" che ha lo scopo, come raccontato dalla stessa Rossi, di "sensibilizzare la comunità e le istituzioni sui gravi problemi che incontrano ogni giorno le persone affette da una patologia cronica".

L'esperienza di Vitali e Mazzei

Un gruppo telematico che però ha la capacità di fare rete e mettere in contatto persone di uno stesso territorio che possono così condividere parte delle loro esperienze. E’ stato il caso del parabiaghese Christian Vitali e della rhodense Eleonora Mazzei, entrambi affetti dal morbo di Crohn. "Abbiamo raccolto l’appello di Micol Rossi, che di fatto ci ha fatto incontrare e ci ha dato la possibilità di condividere le nostre esperienze legate alla patologia che abbiamo" hanno raccontato Vitali e Mazzei.
Il parabiaghese Vitali è sempre stato in prima linea per sensibilizzare su alcune sindromi di cui si conosce ancora troppo poco. Nel corso degli anni ha infatti organizzato veri e propri pellegrinaggi per accendere i riflettori sulla fibromialgia e non si è mai fatto spaventare dal morbo di Crohn, tanto che quest’estate, insieme alla sua compagna Sonia, ha percorso circa 300 chilometri in 10 giorni da Porto a Santiago de Compostela. "Ho sempre cercato di dare il mio contributo per alcune patologie, quindi perché non intervenire in prima persona e partecipare attivamente a un movimento per chiedere maggiori tutele legate a una problematica di cui sono affetto?" ha sottolineato.

Gli obiettivi

Sulla stessa linea anche la rhodense Mazzei:

"Io e Chriatian, nonostante vivessimo lo stesso territorio, non ci siamo mai conosciuti. Ora, grazie alla decisione di rispondere all’appello di Micol e alla sua voglia di mettersi in gioco, possiamo condividere le nostre esperienze. Un fattore che aiuta davvero molto. Entrambi siamo affetti da morbo di Crohn, ma “Guerrieri Invisibili” raggruppa tutte quelle persone affette da diverse patologie e disabilità che magari non sono visibili esteriormente, ma che sono comunque disagianti. I macrobiettivi di questo movimento, che speriamo presto possa diventare un’associazione, sono tre. Sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle malattie croniche invisibili; miglioramento delle condizioni economiche, lavorative e sociali delle persone affette da malattie croniche invisibili e relativo aumento delle tutele giuridiche; potenziamento della ricerca scientifica nelle terapie e miglioramento della relazione medico paziente per tutte le patologie croniche".

Di fatto coloro che aderiscono al progetto entreranno nel gruppo Telegram, ma tutti possono seguire i progressi di questo importante movimento. Dove? Sulle pagine Instagram, YouTube e Facebook col nome di "Guerrieri Invisibili".

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