la protesta

Vigevano-Malpensa: i “No tang” ricorrono alla Corte europea dei diritti dell’uomo

"Abbiamo aperto un nuovo ricorso al CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) e fatto esposto all'Unesco"

Vigevano-Malpensa: i “No tang” ricorrono alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Tutti i comitati e gli enti che fanno parete del comitato “No Tang”, hanno presentato un nuovo ricorso al CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) e fatto un esposto all’Unesco per fermare la realizzazione della nuova tangenziale Vigevano-Malpensa.

Vigevano-Malpensa: i “No tang” ricorrono alla Corte europea dei diritti dell’uomo

“Abbiamo appreso dalla stampa locale che Anas è pronta ad aprire i cantieri della tratta “C” Ozzero-Albairate – affermano i Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud Milano, Legambiente Terre di Parchi Circolo Territoriale Parco del Ticino eParco Agricolo Sud Milano – L’opera complessiva, priva della tratta “B”, Albairate-Milano che è stata cancellata, si svilupperà per 18 km, di cui il 95% sradicando fertili terreni agricoli, ed è articolata in due tranche: la tratta “A” da Magenta ad Albairate, inclusa la variante di Pontenuovo di Magenta, e la tratta “C” da Albairate ad Ozzero. Il costo abnorme dell’opera di Cat.C1 (strada extraurbana secondaria), si aggira intorno ai 354 milioni di euro per realizzare una infrastruttura extraurbana ad una corsia per senso di marcia monca della riqualificazione della strada che porta a Milano, lasciando i pendolari ancora in un traffico sempre più caotico ed intensificato. L’apertura del cantiere partirà dall’infrastruttura più complessa ovvero dal grande ponte che dal territorio di Abbiategrasso scavalcherà la Vigevanese SP494, il Naviglio Grande e la ferrovia impattando soprattutto sulle aziende agricole di Albairate. La ragione, se esiste una ragione per quest’opera insensata, richiederebbe che venissero terminati i cantieri del Nuovo Ponte di Vigevano, iniziato con alterne vicende nel 2011 e non ancora concluso nei suoi collegamenti stradali che avrebbero dovuto permettere il raddoppio ferroviario da Albairate a Mortara”.

La realizzazione di un nuovo ponte

“Quindi, dopo aver costruito un ponte per favorire il trasporto pubblico, mai potenziato, si parte con un cantiere dalla parte opposta, forse perché la Resistenza ad Albairate, così come a Cassinetta di Lugagnano, è sempre stata fortissima e determinata. Abbiamo sempre messo in guardia i cittadini e gli amministratori locali dell’impatto dei cantieri che avrebbero operato per anni sul territorio, quando semplici opere di riqualificazione delle strade esistenti avrebbero raggiunto in poco tempo i traguardi del miglioramento della viabilità locale e, ora, possiamo già immaginare il futuro che si prospetta per i pendolari. La costruzione del nuovo ponte è prevista proprio sopra al sottopasso della ferrovia sulla strada Marca tutto ad Albairate; ciò presupporrà la chiusura del sottopasso, il blocco della viabilità tra la vigevanese e la SP 114, la difficoltà nel raggiungere la stazione ferroviaria e i relativi parcheggi nonché l’accesso alla Bartolini esclusivamente da Albairate con aumento del traffico pesante sulla SP114. La viabilità peggiorerà enormemente per tutti gli utenti che raggiungono la Vigevanese dal sottopasso e per quelli che dovranno obbligatoriamente passare da Abbiategrasso, Comune che del resto ha già contribuito a complicarla con le sue scelte urbanistiche di espansione del centro commerciale e del previsto Data Center. Per le aziende agricole interessate dal progetto si prospettano enormi difficoltà per il raggiungimento delle campagne che si trovano da un lato e dall’altro della superstrada, quindi i mezzi agricoli saranno obbligati ad utilizzare la nuova opera contribuendo a loro volta ad aumentare e a rallentare il traffico stradale”.

Espropri e nuove realizzazioni

“Gli interventi sulla rete irrigua, che serve anche da scolo e sgrondo in caso di forti piogge, si prospettano difficili e costosi ma soprattutto grosse perplessità rimangono sugli effetti delle tombinature che aumentano enormemente i costi e le difficolta della manutenzione. Contrasti e scelte incoerenti ci portano ad osservare amaramente che mentre dal 15 dicembre 2025 si è attivata la nuova linea suburbana S19 Albairate-Milano Rogoredo, che potenzia il trasporto nel Sud-Ovest milanese con nuove corse giornaliere, i nostri pendolari vedranno aumentate le difficoltà e i tempi per raggiungere la stazione. Attualmente la Ozzero- Magenta si sta concretizzando grazie all’intervento del Commissario Straordinario di ANAS, Eutimio Mucilli, e dei rigetti, a nostro avviso non condivisibili, dei ricorsi al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato. La tratta “A” Albairate-Magenta, declassata ad una strada extraurbana ma con espropri per 4 corsie per senso di marcia, nasconde la possibilità di trasformare la tratta “A” in una autostrada. Non siamo i “Signori del No”, come apostrofati dalla consigliera Scurati, siamo cittadini che vogliono proteggere la bellezza del nostro territorio agricolo e vivere in un ambiente salubre. Vogliono più trasporto pubblico a prezzi migliori e non investimenti e spreco di risorse pubbliche in nuove superstrade e autostrade come la BREBEMI e la TEEM che hanno nel tempo accumulato un debito di 2,2 miliardi la prima e di 1,1 miliardi la seconda”.