Memoria condivisa

Una stele per don Carlo Aresi: il ricordo di una comunità che non dimentica

Il piazzale dell’oratorio gremito per l’inaugurazione. Tanti i ricordi dei parrocchiani, il saluto del Sindaco e la benedizione del parroco

Una stele per don Carlo Aresi: il ricordo di una comunità che non dimentica

Il piazzale dell’oratorio di Cornaredo gremito di persone per l’inaugurazione della stele dedicata a don Carlo Aresi.

Don Carlo Aresi

È stata una partecipazione numerosa ed entusiasta quella che ha accompagnato l’inaugurazione della stele commemorativa dedicata a don Carlo Aresi, nel centenario della sua nascita. Un’opera voluta per custodire nel tempo la memoria di un sacerdote che ha lasciato un segno profondo nella vita della comunità di Cornaredo, di cui è stato coadiutore della parrocchia dal 1950 al 1973.

Inaugurata la stele

Attorno alla stele  si sono ritrovati parrocchiani di diverse generazioni: persone che hanno conosciuto don Carlo, che hanno condiviso con lui momenti importanti della vita della parrocchia e dell’oratorio, ma anche quanti ne hanno semplicemente raccolto il ricordo attraverso il racconto di chi lo ha incontrato. Ed è stato proprio il ricordo il filo conduttore della mattinata di lunedì 7 settembre.

Nel corso dell’inaugurazione non sono mancati aneddoti, episodi e testimonianze personali, capaci di restituire il volto di don Carlo al di là delle date e degli incarichi: il volto di un sacerdote incontrato nella quotidianità, nelle celebrazioni, nell’oratorio e nelle tante occasioni in cui la comunità si ritrovava.
A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato il Sindaco Corrado D’Urbano, che ha sottolineato il significato dell’iniziativa e il valore di una memoria condivisa, capace di unire la storia religiosa e civile della comunità.
A conclusione della cerimonia, il parroco don Danilo Dorini ha impartito la benedizione della stele, affidando alla preghiera il ricordo di don Carlo e richiamando il significato più profondo di un’opera che non vuole essere semplicemente un monumento, ma un segno di riconoscenza e di memoria.
La stele rappresenta infatti un punto di riferimento che rimarrà nel tempo, nel luogo stesso nel quale generazioni di ragazzi e famiglie hanno vissuto la loro esperienza di comunità.

Un’area verde per completare il progetto

L’iniziativa non si conclude però con la realizzazione della stele. Intorno ad essa è infatti previsto un intervento di sistemazione e valorizzazione dell’area verde, così da rendere l’intero spazio più curato, accogliente e degno della memoria che custodisce.
Il coadiutore dell’oratorio, don Giovanni Calastri, che si è impegnato in prima persona nella realizzazione dell’opera, continuerà a prodigarsi anche per la sistemazione dell’area circostante, con l’obiettivo di completare progressivamente il progetto.
Per questo motivo la comunità è invitata, per chi lo desiderasse, a partecipare anche concretamente alla realizzazione dell’intervento. Chi desidera contribuire con una donazione può rivolgersi direttamente al coadiutore oppure alla segreteria dell’oratorio.
Un gesto libero, ma significativo: perché la stele e lo spazio che la circonda possano diventare davvero un’opera della comunità, sostenuta dalla riconoscenza di tante persone. A testimonianza di questa partecipazione, i nomi dei benefattori saranno ricordati su una targa che verrà collocata sul retro della stele.
Così, mentre una nuova opera entra a far parte degli spazi dell’oratorio, la comunità consegna alla memoria il nome di don Carlo Aresi. Una memoria che non guarda soltanto al passato, ma che vuole continuare a parlare alle generazioni future: perché ciò che è stato seminato nel corso degli anni possa ancora portare frutto.

 

 

La benedizione da parte del parroco don Danilo Dorini alla presenza del sindaco Corrado D’Urbano, la stele in memoria di don Carlo Aresi, sopra l’attuale coadiutore don Giovanni Calastri