La situazione

Stato di agitazione nel gruppo Sacmi contro la riduzione dello smart-working

Le richieste dei dipendenti del gruppo, che ha una sede anche a Rozzano

Stato di agitazione nel gruppo Sacmi contro la riduzione dello smart-working

Quando a inizio marzo l’azienda ha inoltrato via mail la comunicazione del dimezzamento delle giornate di smart-working gli oltre 100 dipendenti di Rozzano erano scesi immediatamente in sciopero.

Stato di agitazione nel gruppo Sacmi contro la riduzione dello smart-working

Martedì 21 aprile, per la prima volta nella storia della Sacmi oltre 500 impiegati e operai di cinque aziende del gruppo (Rozzano, Reggio Emilia, Modena, Alba e di Imola) si sono confrontati durante una assemblea sindacale.

“La decisione unilaterale del management di modificare in peggio la policy interna sullo smart working, mettendo in difficoltà tantissimi lavoratori – spiega Andrea Torti della Fiom di Milano – ha creato una situazione di grande malessere, oltre alla consapevolezza che per evitare riorganizzazioni unilaterali servono accordi sindacali di Gruppo che garantiscano i diritti. I lavoratori non vogliono concessioni unilaterali revocabili in maniera arbitraria, ma diritti negoziati collettivamente”.

I punti dell’assemblea sindacale

Il Gruppo Sacmi di Imola è una multinazionale leader mondiale nella fornitura di impianti, macchine e tecnologie per il cioccolato, per l’industria della ceramica, del packaging, del food & beverage e dei materiali avanzati, con oltre 5.000 dipendenti e decine di società consociate in Italia e all’estero.

Al termine dell’assemblea sono stati definiti tre punti di rivendicazione comune. Il primo: la definizione di un accordo sindacale sullo smart working che superi l’attuale policy interna. Il secondo: lo sblocco delle trattative sul salario e, per quanto riguarda il sito di  Rozzano, un aggiornamento delle indennità di trasferta. Il terzo, la riduzione dell’orario di lavoro, in particolare con la sperimentazione della settimana corta.