Una scienziata cassinettese tra le eccellenze Unesco. Sì, è proprio così: dal piccolo borgo, Cassinetta di Lugagnano, al riconoscimento internazionale grazie ai sacrifici nella ricerca e nello studio.
Museo virtuale Unesco «Women in Science»
A conseguire questo importante riconoscimento è stata la dottoressa Caterina La Porta, che da novembre è tra le protagoniste del Museo virtuale Unesco «Women in Science». Professoressa ordinaria di Patologia generale, responsabile del laboratorio Oncolab al Dipartimento di Scienze e politiche ambientali e coordinatrice del Centro per la complessità e i biosistemi dell’Università di Milano, La Porta è nella sezione «Chapter 2 – The Present: Redefining Frontiers», dedicata alle scienziate che stanno ridefinendo i confini della conoscenza attraverso ricerche innovative e approcci interdisciplinari.
I complimenti del sindaco Finiguerra
Il primo a complimentarsi con lei a nome di tutta la comunità è stato il sindaco Domenico Finiguerra:
«A nome dell’Amministrazione comunale saluto con enorme piacere e orgoglio il riconoscimento alla nostra concittadina. Un riconoscimento al suo contributo scientifico nello studio dei sistemi complessi, della biologia dei tumori e delle interazioni tra ambiente e salute. Congratulazioni e grazie per portare sempre più in alto il nome di Cassinetta di Lugagnano».
Brillante, carica di energia e pronta alle sfide. Questo il profilo di Caterina La Porta, da qualche anno cittadina di Cassinetta sulle sponde del Naviglio, dopo una vita passata a Milano con alcune parentesi negli Stati Uniti e in Germania:
«Una scelta che non rinnego, anzi confermo con fermezza – spiega – La città ormai era diventata un luogo invivibile. Sono cambiate molte condizioni e fattori ambientali e l’interazione tra dove si vive e la salute deve essere un rapporto di benessere, non generatore di disagio e malessere». Lei studia questa interazione, nel campo scientifico è una scienziata molto rinomata: «Il prossimo obiettivo è quello di avviare un progetto regionale che coinvolge alcune realtà di questa area geografica e che mira a studiare l’interazione tra le condizioni del territorio e la situazione dei prodotti coltivati e gli effetti sulla salute delle persone. Sono meccanismi per capire come agire e in quale direzione è meglio andare – sottolinea La Porta – Le sfide del futuro sono tutte qui, nel rapporto che riusciamo a instaurare con l’ambiente in cui viviamo e le sinergie che riusciamo a sviluppare senza generare reazioni irreversibili. Una grossa mano arriva anche dalla AI, per molti un nemico, per me un valido aiuto. Bisogna sapere come usarla e sfruttarla perché noi abbiamo già la conoscenza, quindi può essere un alleata».
Tutte le eccellenze femminili della scienza
Per quanto riguarda il riconoscimento è stata una sorpresa, non annunciata, ma accolta con entusiasmo:
«Sono molto contenta di questo importante riconoscimento. L’Unesco mi ha contatta dicendomi che ero stata inserita nella categoria “Women in Science” del Museo virtuale, dove sono inserite tutte le eccellenze al femminile della scienza, donne del passato e quelle del presente che costruiranno il futuro, che confermano l’importanza del talento tutto al femminile nella costruzione della scienza contemporanea. Mi fa piacere valorizzare l’impegno delle donne in ambito scientifico e naturalmente il mio Paese. La dimensione virtuale dell’iniziativa rende sfruttabili le informazioni a tutti senza vicoli sul web, amplificando la platea di fruitori. La tecnologia al servizio della scienza. Quando viene utilizzata in questo modo ha effetti benefici sull’intera comunità».
L’entusiasmo non le manca, ora La Porta ha un’arma in più per portare avanti i suoi studi e abbattere le barriere delle scienza dove biologia e fisica si incontrano per esplorare i principi della vita e guardare al futuro con cauto ottimismo.