Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza di centrodestra ha approvato la cosiddetta “rottamazione-quinquies.
Rottamazione quinquies
E’ una nuova Legge che consente di estinguere i debiti con il Comune iscritti a ruolo tra il 2000 ed il 2023, versando solo la quota capitale.
Estinzione debiti
Per i comuni questa scelta era facoltativa. La lista “Il Colibrì” e l’opposizione a Cornaredo hanno votato contro.
Mary Vono ha motivato così il voto contrario:
“Volevano presentare questo condono mascherato come una misura di buon senso mentre invece si tratta di un premio tardivo agli evasori con il conto che viene, ovviamente, presentato ai contribuenti onesti. Quando ci è stato chiesto quali erano le nostre preferenze come lista il Colibrì la nostra scelta è stata netta, quasi chirurgica. Preferiamo i cittadini onesti” scandisce Mary Vono “la maggioranza oltre ad essersi svegliata in extremis di scadenza si è piegata ad una scelta politicamente incoerente scambiando la prudenza amministrativa con l’ennesima carezza a chi paga quando e se gli conviene. In pratica, però, nel lessico delle persone perbene questa cosa ha un nome molto meno elegante: condono mascherato da virtù contabile. Con questa adesione i tributi locali come IMU e TARI” ricorda la lista Il Colibrì “entrano nel perimetro della misura solo se il Comune sceglie di aderire. Tradotto: non è una fatalità tecnica, è una decisione politica. E la decisione ha il sapore di un assist a chi ha rinviato, mentre chi ha pagato in tempo viene elegantemente invitato a farsi da parte e a non disturbare il manovratore”
Condono mascherato
Nel suo intervento in consiglio comunale Mary Vono è perentoria “non abbiamo altra scelta, affondiamo il bisturi nella decisione del Sindaco e della sua maggioranza affermando che il Comune prima rinuncia a una parte degli incassi, poi, spende altre risorse pubbliche per rincorrere i morosi. Un cortocircuito che ha il gusto amaro della beffa: meno entrate, più costi, stessa faccia tosta. Se la finanza pubblica avesse un senso dell’umorismo, riderebbe per non piangere” e prosegue la consigliera della lista Il Colibrì “ puntiamo il dito contro l’ingiustizia di fondo: chi aveva già iniziato a pagare con la quater resta fuori, mentre chi ha fatto finta di nulla ottiene una nuova occasione. È la versione istituzionale del premio alla procrastinazione, con un effetto collaterale politicamente tossico: il cittadino corretto si sente uno sciocco, quello furbo un precursore. Alla fine, più che una misura fiscale, questa sembra una dichiarazione di resa. Non perché recuperare crediti sia sbagliato, ma perché il metodo è sbagliato ed il segnale politico è micidiale: se pagare diventa meno conveniente che aspettare il prossimo sconto, il patto civico si logora un po’ di più. E quando a farsene carico sono sempre gli stessi, cioè quelli che le tasse le versano davvero, la parola equità smette di essere un principio e diventa una barzelletta” Mary Vono lo dice senza giri di parole “rispettate chi paga. E’ una richiesta elementare, quasi rivoluzionaria, in un Paese che riesce sempre a trasformare la disciplina fiscale in una questione ideologica e il buon senso in una pratica da rimandare a data da destinarsi.”