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La storia

Rischiò la vita schiacciato da un bancale: rimasto invalido, ora è senza lavoro

L'operaio era rimasto schiacciato da un bancale; dopo l'incidente gli è stata accertata un'invalidità al 55%, ma nessuno lo assume.

Rischiò la vita schiacciato da un bancale: rimasto invalido, ora è senza lavoro
Attualità Rhodense, 12 Novembre 2022 ore 10:38

Come riporta Prima la Martesana sul suo sito, Fabio Ferrara, l'operaio di Trezzo sull'Adda di 43 anni che era rimasto schiacciato sotto un bancale da oltre una tonnellata, è rimasto invalido al 55% e nessuno lo assume.

Il terribile incidente

Era il 5 gennaio 2022 quando Fabio Ferrara, operaio  di Trezzo sull'Adda di 43 anni,  è rimasto schiacciato sotto un bancale da oltre una tonnellata all’interno degli stabilimenti della Brivaplast, azienda di Ornago specializzata nel confezionamento di prodotti cosmetici.

Ha raccontato:

"Lavoravo lì soltanto da poche settimane, avevo iniziato il 13 dicembre 2021 con un contratto di somministrazione del lavoro. Quella mattina mi fu chiesto di andare nel magazzino per prelevare un bancale. Stavo camminando tra quelli che erano già stati depositati alla rinfusa, cercando quello giusto, quando uno di questi mi è caduto addosso, spingendomi in avanti e buttandomi a terra.

Un collega ha preso il muletto meccanico, ha sollevato il carico e i soccorritori del 118 hanno fatto il resto, elitrasportandomi all’ospedale San Gerardo di Monza. Le mie condizioni erano critiche, i medici dissero a mia moglie che c’era la seria possibilità che io non avrei superato la notte. Sono stato in coma tre giorni".

Ora ha un'indennita di 800 euro e nessuno lo assume

Ha continuato Ferrara:

"Mi è stata accertata un'invalidità al 55%, ho un glaucoma, due vertebre cementificate e un perno di metallo nella gamba.  Sono stato in ospedale un mese e poi ho iniziato con la fisioterapia  Fossi morto lì, ai miei familiari sarebbe spettato un risarcimento milionario. L’azienda, che poi ho querelato, non mi ha rinnovato il contratto e al termine mi ha lasciato a casa. Vivo con circa 800 euro dall’Inail, che però ha anche effettuato un accertamento perché, secondo loro, la mia malattia sarebbe dovuta durare soltanto il 5 gennaio, quando sono passato per il pronto soccorso. Ho dovuto provare che da allora la mia vita è cambiata. Ho 43 anni, sono stato inserito nell'elenco delle categorie protette, posso ancora lavorare, ma nessuno mi assume".

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