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Giulio

Erano tutti terreni agricoli, regolarmente coltivati fino ad una ventina di anni fa, molti di proprietà privata acquisita da chi per privilegio poteva conoscere in anticipo, se non decidere, la variazione d'uso resa possibile attraverso la baracconata del 2015, che nel suo menzognero piano originale prevedeva che metà della superficie restasse agricola, coltivabile, comunque verde.
Ora è una distesa di calcestruzzo, con enormi palazzoni che impediscono anche la visuale delle Alpi a chi passi lì vicino, e, a meno di modificare radicalmente le nostre abitudini alimentari e le nostre dentature, difficilmente commestibile (il calcestruzzo).
Ma ci sono fior di conti correnti privati che in questi vent'anni si sono a dismisura gonfiati; prima vendendo a pieno prezzo da terreno edificabile, ad una società che spendeva soldi pubblici, terreni da loro acquistati poco tempo prima a prezzo di terreni agricoli; poi costruendo l'enormità di metri cubi che hanno quasi definitivamente (il calcestruzzo non sarà forse digeribile, ma è molto duraturo) devastati quasi 200 ettari del nostro territorio, dalla cascina Merlata (dove ai tempi si potevano ancora acquistare uova fresche) alla azienda zootecnica in Comune di Arese che fu forzatamente sfrattata.
Quindi cosa volete che ne pensi?
Che è uno schifo.
Ma anche che la colpa è nostra che non ci ribelliamo a questa devastazione di fatto irreversibile del nostro territorio ed anzi vi plaudiamo come se questo portasse benessere collettivo.