la mostra

Parco Lago Nord: un progetto visionario negli anni ’80, oggi tra i migliori esempi di recupero ambientale di una cava

A Paderno Dugnano una mostra per raccontare la storia del parco, nato da una cava estrattiva, e il progetto del Canale Villoresi

Parco Lago Nord: un progetto visionario negli anni ’80, oggi tra i migliori esempi di recupero ambientale di una cava

50 ettari di area naturalistica, due specchi d’acqua separati tra loro da una passatoia alberata, una zona umida dal grande valore per la biodiversità che vi trova casa: il parco Lago Nord a Paderno Dugnano, nato dalla rinaturalizzazione dell’annessa cava di sabbia e ghiaia, rappresenta uno dei più bei polmoni verdi della città metropolitana di Milano, oggi parte del più esteso parco del Grugnotorto Villoresi che comprende 9 comuni.

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Come nasce il parco Lago Nord

La storia del parco Lago Nord è legata al lungimirante imprenditore Luigi Tonelli e al genero Alberto Savini e al visionario architetto e progettista Maurice Munir Cerasi, che ha dato vita ad uno dei migliori recuperi ambientali d’Europa tanto da essere stato premiato a Strasburgo nel 1999. Dal 1995 alla progettazione e Direzione Lavori ha preso parte anche il figlio, l’Arch. Enrico Cerasi

«Mio padre fece il primo progetto d’insieme del parco nel 1982 su quello che lui, testuali parole, definì “un buco infernale” – racconta Enrico Cerasi – perché allora era una cava in piena campagna di cui veramente era difficile immaginare il futuro che poi invece ebbe. Propose una modalità di recupero dal punto di vista progettuale molto diverso da quello in uso all’epoca, che era sostanzialmente la messa in sicurezza della cava con terrazzamenti. Lui al tempo propose di farne un parco urbano fruibile, che era anche un pretesto di unire le cinque frazioni di Paderno attraverso le funzioni ecologiche del parco. Era davvero una scommessa, che incontrò fortunatamente amministrazioni e persone che condivisero la sua idea, che avevano una visione a lungo termine. Il Parco si è concretizzato tramite la sinergia tra pubblico e privato e la speranza oggi è che si continui nella direzione tracciata dai padri fondatori anche in futuro».

L’idea di una mostra che raccontasse l’opera

Il primo laghetto del parco è adibito alla pesca sportiva di carpe, trote, lucci ed altre specie d’acqua dolce, mentre il secondo specchio d’acqua è caratterizzato da uno sviluppo più spontaneo e selvaggio, in quanto destinato ad ospitare l’avifauna stanziale e migratoria. Le acque del lago sono derivate artificialmente dal Canale Villoresi che si immette nel bacino idrico attraverso una piccola cascata artificiale. La storia del parco Lago nord, intrecciata a quella di una delle più grandi opere di ingegneria idraulica italiana ideata da Villoresi, è raccontata nella mostra allestita dall’associazione di promozione sociale “L’umana Avventura” di Paderno Dugnano e presentata al teatro Tilane

«Noi siamo una piccola associazione nata nel 2024 e ci siamo dati come impegno un appuntamento annuale di raccontare attraverso una mostra delle storie che sappiano illustrare come, in una società dominata dall’individualismo, il lavorare insieme dia origine a grandi opere – spiega Erminio Saita, Pres. Associazione L’Umana Avventura – Il lavoro di quest’anno è dedicato a due storie importanti per Paderno: la prima su come una cava sia diventata uno dei parchi più belli della Lombardia, il Parco Lago Nord e l’altra sul Canale Villoresi. Due storie interconnesse non solo perché l’acqua del canale lambisce il parco, ma anche perché ci sono relazioni umane, parentele e legami che si sono tramandati di generazione in generazione tra le famiglie coinvolte nelle due opere, per esempio Alberto Savini, che ha realizzato il Parco Lago Nord è imparentato lontanamente con Eugenio Villoresi, il progettista del Canale».

Cava Nord e Heidelberg Materials

La Lombardia è la prima regione d’Italia per siti destinati alle opere estrattive, 280 attive nel 2025, grazie all’ottima composizione del suo terreno e alla conformazione geologica del suo territorio. La “Cava Nord” si conferma tutt’oggi un’area particolarmente interessante dal punto di vista produttivo, ma oltre al prelievo di sabbia e ghiaia, nel corso degli ultimi decenni è stata affiancata anche l’attività di frantumazione del calcestruzzo proveniente da demolizioni, che consente di offrire prodotti da materiali di riciclo altrimenti destinati a discarica, limitando l’asportazione di materiali naturali. Dal 2025 la cava è stata acquisita da Heidelberg Materials, azienda che raccoglie in Italia l’eredità degli storici marchi Italcementi e Calcestruzzi, che ha avviato progetti ampliamento dell’area verde di Paderno Dugnano.

«Noi abbiamo preso recentemente il testimone nella Cava Nord come Heidelberg Materials e continuiamo nell’impegno di produrre materiali naturali ma poi restituire al territorio – ha spiegato Carlo Angelo Bossi, amministratore unico Cava Nord – Heidelberg Materials Italia – Il valore aggiunto che apportiamo come azienda è la capacità di utilizzare anche materiali alternativi, che sono frutto del recupero e riciclo degli scarti di edilizia che sono il futuro per non continuare a estrarre materiali naturali. L’impegno di Heidelberg Materials Italia è di continuare ad ampliare il Parco Lago Nord: il progetto approvato da Città Metropolitana di Milano prevede proprio l’ulteriore rinaturalizzare delle aree non più adibite all’attività estrattiva anche in futuro nella zona adiacente l’abitato di Paderno Dugnano».

Il rapporto con il comune di Paderno Dugnano

Nonostante l’attività estrattiva di Cava Nord dagli anni ’60 ad oggi non si sia mai fermata, ai frequentatori del parco non è data la percezione del persistere dell’attività mineraria. Una serie di interventi di mitigazione quali terrapieni, trincee e piantumazioni, nascondono e insonorizzano i sistemi di movimentazione del materiale estratto, separando in modo efficace le due diverse realtà. Al centro del parco, inoltre, trova spazio un grande anfiteatro, ristrutturato nel 2005, per concerti musicali live, spettacoli teatrali, incontri culturali e ricreativi.

«Laddove un’impresa sente il dovere di restituire alla comunità nella quale la sua attività è inserita e al territorio dal quale trae profitto, possono nascere delle esperienze di grande valore come quella che stiamo vivendo a Paderno Dugnano con orgoglio – dichiara Anna Varisco, sindaca di Paderno Dugnano – Il dialogo tra l’amministrazione comunale e l’azienda che opera sull’area è positivo e sicuramente la partnership pubblico-privato ha dato dei frutti che ci auguriamo possano non solo continuare in futuro, ma essere d’esempio perché replicabili in altre zone. Quella che era una ferita all’interno del territorio si è trasformata in un luogo di facile accesso per chiunque voglia lasciarsi alle spalle la città e godersi la natura, sembra di entrare in un altro mondo e per la fauna è diventato un rifugio di notevole importanza in un’area altamente urbanizzata».