Un paio di occhiali che non viene più utilizzato può diventare un aiuto concreto per chi ne ha bisogno. È questo il principio alla base della Raccolta Occhiali Nazionale Lifenet, il progetto promosso da Fondazione Lifenet ETS insieme a Fondazione Francesca Rava – NPH Italia ETS, che dopo aver raccolto oltre 1.500 paia di occhiali nella prima fase, rilancia l’iniziativa con una seconda campagna che prende il via proprio in occasione della Giornata Mondiale della Vista.
La ricorrenza diventa così l’occasione per riportare l’attenzione sull’importanza della salute della vista e, allo stesso tempo, trasformare un gesto semplice come donare un paio di occhiali inutilizzato in un’opportunità concreta di inclusione e solidarietà. Il primo risultato della campagna testimonia la partecipazione raggiunta: oltre 1.500 paia di occhiali sono state raccolte e affidate alla Fondazione Francesca Rava, che ne sta curando la distribuzione attraverso la propria rete solidale in diverse aree d’Italia e nella Casa NPH in Repubblica Dominicana.
Oltre 1.500 paia raccolti nella prima fase
La seconda fase può contare nuovamente sulla rete territoriale del Gruppo Lifenet, che mette a disposizione i propri presidi sanitari come punti di raccolta permanenti. Un sistema capillare che consente di avvicinare l’iniziativa alle comunità locali e di coinvolgere cittadini, pazienti e professionisti della salute in un progetto che unisce attenzione alla persona e responsabilità sociale.
Gli occhiali raccolti vengono etichettati e catalogati dalla Fondazione Lifenet, così da garantirne la tracciabilità e facilitarne la corretta destinazione. La Fondazione Francesca Rava si occupa quindi della distribuzione attraverso la propria rete in Italia e nelle case NPH di nove Paesi dell’America Centrale e del Sud.
La rete Lifenet e il ruolo delle fondazioni
“Il risultato della prima fase è andato bene ma si può fare sempre meglio; attraverso un gesto semplice si può generare un impatto concreto – afferma Mariacarlotta Rinaldini, Presidente di Fondazione Lifenet ETS – Ripartire in occasione della Giornata Mondiale della Vista ha per noi un significato particolare: significa collegare la sensibilizzazione sulla salute della vista a un’azione concreta di solidarietà.
Invitiamo cittadini e pazienti a continuare a dare il proprio contributo, perché anche un paio di occhiali inutilizzato può tornare a essere prezioso per qualcun altro”. “Gli oltre 1.500 occhiali raccolti stanno già raggiungendo bambini e famiglie in Italia e nel continente americano – aggiunge Mariavittoria Rava, Presidente di Fondazione Francesca Rava – NPH Italia ETS –.
Le parole delle presidenti: impatto concreto e diritto alla vista
Il diritto alla vista è fondamentale per la crescita dei bambini, per il loro percorso scolastico e per la loro inclusione sociale. Grazie alla collaborazione con Fondazione Lifenet possiamo continuare a trasformare la solidarietà in un aiuto concreto per persone vulnerabili, in Italia e nel mondo”.
Il progetto nasce da un’idea semplice: dare una seconda vita agli occhiali che non vengono più utilizzati, trasformandoli in una risorsa per chi non ha la possibilità di procurarseli. Chi desidera partecipare può consegnare i propri occhiali presso i punti di raccolta delle strutture Lifenet, che sono elencati sul sito della Fondazione Lifenet (www.fondazionalifenet.it).
Come partecipare e il circolo virtuoso della donazione
Da lì inizia un percorso che porta ogni donazione a essere selezionata, catalogata e successivamente destinata alle persone che ne hanno bisogno. Un vero e proprio circolo virtuoso di solidarietà, nel quale un oggetto inutilizzato torna ad avere un valore sociale e contribuisce, allo stesso tempo, a promuovere un modello più sostenibile di utilizzo delle risorse.
La seconda fase della Raccolta Occhiali Nazionale Lifenet parte dunque nel giorno dedicato alla vista con un obiettivo preciso: trasformare il successo della prima raccolta in una nuova occasione di partecipazione, perché vedere meglio significa anche avere più possibilità di studiare, lavorare, relazionarsi e vivere pienamente la propria comunità.