IL TRAGUARDO

Nonna Dea ha compiuto cent’anni: “Il segreto? Amare e mangiare sano”

Le origini, l'epopea della Rusconi e la famiglia. Una vita scandita dall'amore e dalla cura per l'alimentazione. E poi il digiuno serale, che per lei rimane l'ingrediente chiave

Nonna Dea ha compiuto cent’anni: “Il segreto? Amare e mangiare sano”

Cent’anni e tanta voglia di vivere. Domenica Dea Sacchi, che vive a Castano Primo, ha raggiunto il traguardo del secolo di vita.

Le origini della Sacchi, l’epopea della Rusconi e la famiglia

Nata a Roncoferraro, in provincia di Mantova, il 15 febbraio 1926, è approdata nel nostro territorio quando aveva 6 anni e in paese ha costruito con amore e passione la sua vita. Una lunga vita, densa di impegni e soddisfazioni, ma anche all’insegna della semplicità e delle buone abitudini. Fu lo zio paterno a trasferirsi prima a Busto Arsizio e poi Castano. Qui gli venne affidata la gestione del macello, che oggi si troverebbe nell’area che ospita l’auditorium Paccagnini. Il padre faceva il sarto, mentre la madre la pesa pubblica del bestiame in piazza. Un’attività, questa, che poi traslocò di fronte proprio di fronte al teatro. “Arrivavano i camion con legna e carbone, ci divertiamo a guardare il via vai di mezzi e queste tradizioni che ora contraddistinguono i nostri ricordi”. La famiglia di Dea si allargò con l’arrivo di tre fratelli. Le scuole fino alla sesta classe e poi l’approdo nel mondo del lavoro al Calzificio Rusconi. In ditta si producevano la calze, racconta la centenaria, ma eravamo soliti cantare e trascorrere le ore in allegria”. Ditta che fece da anello di congiunzione con l’incontro col marito Giovanni. Insieme hanno avuto due figli. Orietta Roschi, uno di loro, descrive il grande senso del dovere che caratterizzava il modo di vivere della mamma. “Accanto al suo lavoro principale, aiutava suo papà a produrre vestiti eleganti. Una volta uno dei loro prodotti venne pagato con un chilo di sale”.

La seconda parte di vita

Dopo la chiusura degli impianti della Rusconi, lei ha dovuto reinventarsi facendo la magliaia, mentre suo marito andò a prestare servizio in un’officina di Rescaldina. Uno dei fratelli emigrò in Argentina e lei all’età di 95 anni è andata a trovarlo. E la sua gioia più grande, ultimamente, ha coinciso con la nascita della pronipote Anastasia. Lei le dà la giusta grinta ed energia per andare avanti”. Quanto alle buone abitudini della Sacchi, ha continuato la figlia, “Ci sono sicuramente una serie di aspetti che possono aver contribuito alla sua longevità, come il digiuno serale, i cibi preparati in casa, come la pasta, e le tante verdure consumate.  Un altro segreto è rappresentato dallo stare insieme alla famiglia e al coltivare interessi, quali giardinaggio, lavoro a maglia e persino il sudoku.

La visita del sindaco per i suoi cent’anni

“Tanti auguri alla nostra concittadina. Ed è un compleanno davvero speciale. Perché ha tagliato l’invidiabile ed eccezionale traguardo dei cento anni. Una grande emozione incontrarla a casa sua con i suoi familiari, tra cui anche la piccola pronipote Anastasia nata il mese scorso, per farle gli auguri a nome di tutta l’Amministrazione Comunale e della Comunità di Castano – ha commentato il sindaco Roberto Colombo – Un bellissimo momento per chiacchierare un po’ con lei, ascoltare la sua vita (cugina di Annibale Sacchi) e le tante storie e i ricordi della nostra Città e del territorio (i Tre Martiri Castanesi, le filature Rusconi, la pesa in piazza e il periodo della Guerra e del dopo Guerra). Ancora congratulazioni e complimenti. Sei un esempio per ognuno di noi”.