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“Non fermiamo la lotta all’amianto”

Dopo la mappatura occorre censire le proprietà con la presenza di amianto"

“Non fermiamo la lotta all’amianto”

«Non fermiamo la lotta all’amianto, killer silenzioso».

Attraverso una conferenza stampa il Partito Democratico di Cornaredo fa appello affinché l’impegno profuso dalle precedenti amministrazioni comunale per eliminare l’amianto dal territorio riprenda con vigore.

PD Cornaredo

Gli ex assessori comunali Carlo Meregalli e Francesco Caroccia, sostenuti dall’attuale capogruppo in consiglio comunale Mario Barlocchi e dal segretario cittadino Gabriele di Padova, chiedono che l’attuale giunta guidata dal sindaco Corrado D’Urbano concluda il percorso iniziato anni fa per mappare e censire la presenza di tetti in amianto nel territorio comunale.

Lotta all’amianto

«Parliamo di un agente cancerogeno che all’anno miete circa 7000 vittime in Italia. Un dato spaventoso anche in confronto alle 3500 vittime annuali per incidenti stradali – spiega il consigliere comunale ed ex assessore Carlo Meregalli – Dal 2009, prima in opposizione, poi in amministrazione, abbiamo portato avanti tutta una serie di iniziative volte a conoscere la situazione sulla presenza dell’amianto in città e sulla sensibilizzazione verso la cittadinanza. Con l’adesione allo Sportello amianto abbiamo lavorato per fornire informazioni e contributi per chi voleva rimuovere l’amianto dal proprio tetto. E la giunta ha eliminato l’amianto da tutti gli edifici pubblici. Un lavoro che secondo i dati disponibili ha dato frutti: nel 2014 a Cornaredo sono stati smaltiti 93mila chilogrammi, in crescita sino ai 470mila kg del 2020».

Mappatura e censimento

«Nel giugno del 2021 affidammo a Res Gea società nata dall’Università di Chieti la mappatura delle coperture in amianto presenti a Cornaredo. I dati parlavano di 437 coperture in amianto presenti, per una superficie totale di oltre 200mila metri quadrati e un peso stimato di 3.425.770 chili. Il passo successivo avrebbe dovuto essere il censimento: ovvero la sovrapposizione della mappatura con i dati catastali» prosegue Meregalli. «Un percorso che si è interrotto con la fine della giunta e l’arrivo del Commissario prefettizio, che ha annullato il finanziamento per la parte successiva».
«Ora chiediamo di riprendere il lavoro intrapreso, e di farlo dandogli la giusta priorità. Lo abbiamo fatto con un emendamento al bilancio comunale lo scorso dicembre, presentato insieme alla lista Il Colibrì. Chiedevamo di destinare 12mila euro, non ci sembrano molti, a supporto dell’ufficio tecnico per accellerare il censimento, ma è stato respinto. Riteniamo invece importante raggiungere i cittadini, affinché possano avere tutte le informazioni per eliminare l’amianto dalla proprietà»

La lotta all’amianto in Italia ha avuto un suo picco informativo e di sensibilizzazione nel corso del passato decennio.
Le fibre di amianto, materiale utilizzato nello scorso secolo per la grande resistenza e durabilità, è stato dichiarato agente cancerogeno nel 1973. Vietata la produzione in Italia nel 1992, resta comunque presente in moltissimi edifici. Come recita l’opuscolo del Ministero della Salute: «La presenza delle fibre di amianto nell’ambiente comporta inevitabilmente dei danni a carico della salute, anche in presenza di pochi elementi fibrosi. E’ un agente cancerogeno. Particolarmente nocivo per la salute è il fibrocemento (meglio conosciuto come “eternit”), una mistura di amianto e cemento particolarmente friabile e quindi soggetta a danneggiamento o frantumazione. I rischi maggiori sono legati alla presenza delle fibre nell’aria. Una volta inalate, le fibre si possono depositare all’interno delle vie aeree e sulle cellule polmonari. Le fibre che si sono depositate nelle parti più profonde del polmone possono rimanere nei polmoni per diversi anni, anche per tutta la vita. La presenza di queste fibre estranee all’interno dei polmoni può comportare l’insorgenza di malattie come l’asbestosi, il mesotelioma ed il tumore dei polmoni. Il mesotelioma è un tipo di tumore che si sviluppa a carico della membrana che riveste i polmoni (pleura) e gli altri organi interni. La sua casistica è fortemente relazionata alla presenza di asbesto aerodisperso e la sua comparsa si manifesta dopo 15-30 anni. Come il mesotelioma, anche il cancro polmonare compare solitamente a molti anni di distanza dall’inizio dell’esposizione e può insorgere anche per esposizione a bassi livelli di asbesto».
«E’ una questione che riguarda la salute di tutti» concludono dal Partito Democratico.