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Mirta e le amiche del tombolo, 25 anni di merletti

L’associazione celebra un traguardo importante con la tradizionale mostra di inizio settembre. L'appuntamento è per sabato 5 e domenica 6 in Sala Alda Merini.

Mirta e le amiche del tombolo, 25 anni di merletti

C’è una storia lunga 25 anni dietro i merletti che anche quest’anno saranno protagonisti della mostra di Mirta e le amiche del tombolo, l’associazione culturale di Santo Stefano Ticino nata dalla passione di Mirta Pianta per un’arte antica che, nelle sue mani e in quelle delle sue allieve, continua a trovare forme nuove.

Tombolo, torna la mostra di merletti

L’appuntamento con «Fare il merletto in compagnia» è per sabato 5 e domenica 6 settembre in Sala Alda Merini (al civico 1 di via Garibaldi) e quest’anno avrà un significato particolare proprio perché coincide con il 25esimo anniversario dell’associazione. L’inaugurazione è in programma alle 17 di sabato 5 e la mostra, che domenica 6 sarà aperta dalle 10 alle 19, sarà l’occasione per vedere gli ultimi lavori realizzati dalle socie con la tecnica del pizzo di Cantù a tombolo e alcuni lavori delle piccole allieve.

La passione di Mirta Pianta

Quella di Mirta è una passione che viene da lontano. Fin da bambina si era avvicinata ai lavori manuali e, in particolare, ai merletti di Cantù realizzati da una zia suora, la sua prima maestra. Nel 1999 decide di approfondire la tecnica iscrivendosi al corso di Tombolo Canturino alla scuola Il giardino dei punti di Milano, per poi proseguire la formazione con altri stage dedicati al merletto moderno. Nel frattempo attorno a lei si raccolgono altre appassionate. Dalle richieste di alcune amiche nasce così, nel maggio 2001, un gruppo di lavoro che si ritrova regolarmente e che diventerà l’associazione Mirta e le amiche del tombolo.
Un quarto di secolo dopo, quella passione è ancora viva e si è trasformata in una vera attività di divulgazione, anche attraverso le scuole e le iniziative rivolte ai più giovani.

Dalla tradizione alla sperimentazione

Il gruppo non si è però limitato a riproporre i disegni della tradizione canturina. Nel corso degli anni le merlettaie hanno sperimentato filati diversi e colorati con pigmenti naturali, affiancando al pizzo materiali come legno, carta e fotografie. Hanno inoltre lavorato su disegni di designer di fama internazionale nell’ambito del progetto «Merletti e Design» promosso dal Comitato per la Promozione del Merletto di Cantù. Tra i lavori più significativi c’è anche «Omaggio a Milano», uno skyline della città reinterpretato attraverso l’antica tecnica del tombolo e realizzato su disegno ed esecuzione di Raffaela Borghi. Nel 2019 il gruppo ha partecipato alla Biennale del Merletto di Cantù, mentre negli anni successivi non sono mancate collaborazioni e riconoscimenti.

Un sapere da tramandare

«Io lo chiamo innamoramento» aveva spiegato Mirta raccontando il rapporto con questa arte. Un innamoramento che ha coinvolto negli anni molte altre donne e che oggi continua a essere anche uno strumento per trasmettere alle nuove generazioni il valore della manualità, della pazienza e della creatività.
Per il 25esimo anniversario, durante la mostra in Sala Alda Merini, l’associazione regalerà ai visitatori un segnalibro con una frase che riassume bene lo spirito di questa lunga esperienza: «Trovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, fare merletto in compagnia è un successo».