Oltre quarant’anni trascorsi in municipio, 35 dei quali al bancone e tra gli scaffali della biblioteca, senza sentirli. Sì, perché la passione del primo «giorno di scuola», in lui non si è mai spenta. E mai si spegnerà, nonostante abbia appena ottenuto il passepartout per la meritata pensione. A fine mese Sergio Trevisan, storico bibliotecario di Bareggio, si ritirerà.
La storia di Sergio Trevisan

Il bareggese dalle origini friulane, sposato con una figlia, è stato punto di riferimento per la comunità. Un’esperienza, la sua, cominciata e culminata nel palazzo, dove ha ricoperto vari ruoli, compreso, rivendica, quello di operaio. Protocollo, anagrafe poi la biblioteca. Esperienza, dice, che mi ha visto lavorare con tante persone a cui sono rimasto legato in quello che per me ha rappresentato il luogo del cuore. Sul piano pratico, l’ultimo trentennio è stato sinonimo di attività come acquisto libri, prestiti e accoglienza utenti. Quindi i tanti, tantissimi progetti che lo hanno visto lavorare al fianco delle scuole, sia materne che elementari, e l’apprezzatissimo laboratorio incentrato sulla creazione di libri.
“Punto di riferimento per i bareggesi? Sì, ho visto crescere varie generazioni”
«Io, un pilastro per i bareggesi? Diciamo che sono conosciuto: ho visto ragazzini, che quando erano bambini sono diventati adolescenti, universitari, e poi ho visto persone sposarsi, che vengono ancora in biblioteca con i propri figli. Insomma, sono stato testimone dell’evoluzione della popolazione. Ho avuto a che fare con tanti bambini, specie quando loro venivano a studiare in biblioteca nelle sale studio. Si ritrovavano e facevano lavori. In particolare, quando i lavori si svolgevano manualmente».
“Sono stato fortunato a lavorare a contatto con gli utenti che prendevano in prestito i nostri libri”
Il ricordo più bello, a detta dello stesso, coincide ancora con l’assunzione in biblioteca. Ha ammesso di «essere stato fortunato nel lavorare tra i libri». Testimone di cambiamenti, Trevisan, che ha aggiunto: «La biblioteca oggi fa parte di Fondazione per leggere, prima eravamo divisi in due sistemi. Ci sono state tante evoluzioni: infatti, quest’anno, la Fondazione compirà 20 anni e c’è stato un cambiamento notevole, con maggiore disponibilità di libri, consultazione, film e dvd». E’ rimasta intatto un elemento, quello della relazione con il pubblico, dal bambino alle persone anziane. Qualche errore, ha ammesso, «lo avremo fatto, sì. Ma questi ultimi fanno parte della vita e del lavoro». Aver lavorato a tu per tu coi giovani è stato un ulteriore elemento di soddisfazione: «Ho avuto a che fare con tantissimi ragazzi che hanno partecipato al progetto di Servizio civile e Dote comune. Tanti si sono immessi in ambito lavorativo e molti di loro hanno proseguito la loro esperienza in questo settore». Il futuro per la colonna della biblioteca bareggese è quello di focalizzarsi su una serie di attività rimaste finora come sogni nel cassetto, tra cui un corso di cucina. Ma ora, conclude, «è arrivato il momento di fare un passo indietro e lasciare spazio ai giovani».
I complimenti giunti dal sindaco Colombo
Per decenni, ha commentato il sindaco Linda Colombo, «Sergio ha accolto tutti gli utenti della biblioteca con gentilezza e professionalità, diventando un punto di riferimento per la nostra comunità. La sua dedizione e la sua passione per i libri hanno contribuito a rendere la nostra biblioteca un luogo accogliente e stimolante.