il programma

Le iniziative in occasione del Giorno della memoria ad Arese

Il Centro civico Agorà ospiterà due appuntamenti di grande rilievo che aiuteranno a riflettere su questi temi

Le iniziative in occasione del Giorno della memoria ad Arese

Quest’anno, l’Amministrazione di Arese ha scelto di declinare questo dovere morale in occasione del Giorno della memoria attraverso una lente particolare, quella dello sport, che per definizione dovrebbe essere il terreno del rispetto e della fratellanza, ma che non fu risparmiato dalla ferocia del nazifascismo.

Le iniziative in occasione del Giorno della memoria ad Arese

Tuttavia, proprio in quegli anni bui, divenne anche uno strumento di resistenza, di dignità umana e, in alcuni casi, di salvezza.

Il Centro civico Agorà ospiterà due appuntamenti di grande rilievo che aiuteranno a riflettere su questi temi:

La Mostra: “I Giusti nello Sport”

Dal 15 al 31 gennaio 2026 ospiterà la mostra fotografica realizzata dalla Fondazione Gariwo con gli scatti di Gabriele Stabile. In vista delle imminenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, questa esposizione assume un valore simbolico ancora più forte. Attraverso i volti e le storie di atlete e atleti che hanno lottato per la libertà, lo sport si trasforma in una lezione di cittadinanza attiva e coraggio.

L’Incontro: “Dagli stadi ad Auschwitz. Lo sport ebraico in Europa e la Shoah”

Il culmine delle celebrazioni si terrà martedì 27 gennaio alle ore 21. Sarà ospite Sergio Giuntini, Presidente della Società Italiana di Storia dello Sport e tra i massimi esperti del settore. Insieme a lui, si ripercorreranno le tragiche vicende dello sport ebraico in Europa e l’orrore della Shoah, per ricordare chi, dai campi di gioco, è stato inghiottito dall’abisso dei lager.

“La Memoria è un impegno civile che ci chiama a essere testimoni attivi, affinché la consapevolezza della storia diventi la bussola del nostro agire quotidiano – fanno sapere dal comune di Arese – Unirci in questo ricordo comune è l’unico modo per onorare chi ha sofferto e per costruire una comunità capace di opporsi a ogni forma di intolleranza, necessità che si fa sentire ancora oggi”.