Polemiche

L’accusa del Centro Sociale Fornace: “Militarizzare Rho per nascondere i problemi sociali”

Polemiche sull’operazione sicurezza svoltasi nei giorni scorsi

L’accusa del Centro Sociale Fornace: “Militarizzare Rho per nascondere i problemi sociali”

«Solo un grande spot, tutta propaganda» A Rho c’è chi contesta l’operazione sicurezza portata a termine nei giorni scorsi da un intervento congiunto, a controllo delle stazioni, fatto da Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del fuoco e personale Atm.

La posizione del centro

Sono i componenti del Centro Sociale Fornace che hanno analizzato i dati finali dell’intervento.

«Di fronte a 574 persone identificate, 76 veicoli controllati e 17 esercizi commerciali ispezionati, i risultati tanto sbandierati dalle istituzioni appaiono ridicoli se vengono letti i numeri: 9 multe, 2 arresti per spaccio, 6 denunce e 5 ordini di allontanamento. Come fiore all’occhiello finale, 16 multe per mancato possesso del biglietto Atm menzionato con estrema rilevanza».

Rho viene raccontata come una città da presidiare e da controllare. Un territorio da mettere sotto sorveglianza permanente.

«È significativo che il Sindaco Andrea Orlandi abbia immediatamente rilanciato questa impostazione, parlando della necessità di “azioni preventive e di controllo” e di “rafforzare la sicurezza” – affermano i componenti del Centro Sociale Fornace – Non a caso il Comune di Rho destina 2 milioni di euro di fondi propri e mutui a strutture delle forze dell’ordine statali: 1,65 milioni (+65% rispetto alla previsione iniziale) per la caserma provvisoria dei Carabinieri in via Nazario Sauro e 350 mila euro per la copertura dell’Ufficio Immigrazione.»

L’interrogativo

La domanda che i ragazzi di Fornace si fanno è la seguente: Perché la stessa disponibilità economica e la stessa urgenza non emergono quando si parla dei bisogni sociali della città?

«Nel deserto sociale delle strade di Rho vengono mobilitate decine di pattuglie per identificare centinaia di persone, ma nessuno mobilita la stessa energia per affrontare i problemi che stanno cambiando davvero la vita dei rhodensi: dove sono i piani straordinari contro l’emergenza abitativa? Dove sono le operazioni speciali contro la speculazione immobiliare che crea case da 4mila euro al metro quadro? Dove sono i controlli pubblici sul consumo di acqua, energia e suolo dei nuovi data center che vogliono arrivare sul territorio? Dove sono le dichiarazioni dedicate ai processi che stanno consegnando Rho alle grandi multinazionali del digitale? Su tutto questo, il silenzio. Parlano però di degrado urbano, decoro, controllo, prevenzione, allontanamenti. Parole che descrivono le persone come un problema da gestire, mentre nulla viene detto sulle cause economiche e sociali che producono marginalità, precarietà e impoverimento. Noi continuiamo a credere che la sicurezza non nasca dalla moltiplicazione dei controlli. Nasce da una casa accessibile. Dai servizi pubblici. Da scuole, cultura e spazi sociali.»

Ragazzi di Fornace che hanno anche realizzato un volantino ironico, distribuito in città con la faccia del Sindaco Orlandi e del Ministro Matteo Piantedosi.