Incontro

L’Azienda So.Le. guarda al futuro

Si discute delle trasformazioni sociali del legnanese e delle nuove sfide del welfare. Amministratori comunali ed Azienda hanno avviato un confronto sulle priorità e sul futuro dei servizi del territorio.

L’Azienda So.Le. guarda al futuro
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Dopo aver restituito, attraverso il Bilancio Sociale, la fotografia di un’Azienda cresciuta in dimensione, competenze e capacità di risposta ai bisogni del territorio, Azienda So.Le. apre una nuova fase di riflessione sul futuro del welfare del legnanese.

L’incontro

È stato questo il tema al centro dell’incontro “Il posizionamento strategico 2027-2031”, promosso da Azienda So.Le. a Legnano, presso Spazio 27b: un momento di confronto dedicato non soltanto ai risultati raggiunti in questi anni di gestione associata dei servizi, ma soprattutto sulle
trasformazioni sociali e istituzionali dei prossimi anni e sulle risposte che il sistema territoriale dovrà costruire.

«Ho sempre creduto nel valore del lavoro in rete: senza scambio, confronto e collaborazione è difficile raggiungere risultati importanti e, soprattutto, duraturi. Guardare ai risultati raggiunti non serve a celebrare il passato, ma a capire meglio dove dobbiamo andare», ha dichiarato  Donata Nebuloni, presidente del Consiglio di Amministrazione di Azienda So.Le. Richiamando in particolare il disagio che coinvolge preadolescenti e adolescenti, Nebuloni ha sottolineato che non esistono risposte semplici e che la responsabilità non può essere attribuita a una sola istituzione, alla famiglia, alla scuola o ai servizi sociali. Da qui la necessità di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.

«Non siamo qui per immaginare un’azienda che faccia tutto, ma per costruire un’azienda capace di fare bene ciò che le viene affidato, di collaborare con gli altri soggetti del territorio e di individuare, insieme ai Comuni, le risposte più appropriate alle sfide che ci attendono».

Stefano Carnevali, presidente dell’Assemblea dei Soci, ha ribadito il valore della dimensione associata e il ruolo di Azienda So.Le., quale patrimonio condiviso dai Comuni soci:

«La crescita significativa dell’azienda e i servizi di qualità che offre rendono possibile, attraverso la gestione associata, assicurare risposte che i singoli Comuni difficilmente potrebbero sostenere da soli».

Nel presentare il Bilancio preventivo 2027-2029, che prevede un valore della produzione superiore ai 20 milioni di euro, Umberto Felice Rondanini, vicepresidente di Azienda So.Le., ha richiamato l’importanza di coniugare crescita e sostenibilità:

«Una struttura di questa complessità non può prescindere da una gestione efficiente. Ce lo chiedono anzitutto i Comuni Soci, che affidano all’azienda servizi essenziali per le loro comunità e che devono poter contare su costi certi, sostenibili e trasparenti».

Nel suo intervento, Lucia Negretti, consigliera di Azienda So.Le., ha posto l’attenzione sulle trasformazioni demografiche e sociali che stanno ridisegnando i bisogni delle comunità:

«Denatalità, aumento della popolazione anziana e fragilità economiche rendono più frequenti le famiglie con un solo componente e chiedono di ripensare il welfare in una prospettiva di servizi intergenerazionali, “per e con” le persone. Azienda So.Le. e Comuni sono chiamati a integrarsi sempre più con enti socio-sanitari, Terzo Settore, soggetti privati e stakeholder, per promuovere risposte adeguate alle esigenze crescenti di persone e famiglie».

Un territorio che cambia: le nuove sfide del welfare

I bisogni sociali cambiano e diventano progressivamente più complessi, mentre il welfare è chiamato a confrontarsi con fenomeni demografici, economici e organizzativi destinati a incidere sui servizi.
Tra le principali sfide emerge l’invecchiamento della popolazione: nell’Alto Milanese gli over 65 rappresentano oggi il 22,9% e sono destinati a raggiungere il 29,1% entro il 2035. A questo si aggiungono l’aumento della non autosufficienza e il rischio di solitudine e fragilità. In Italia, entro il 2030, le famiglie senza nucleo sono stimate in crescita del 20,5%, fino a 11 milioni, pari al 41,4% del totale.

Un secondo fronte riguarda la conciliazione tra vita familiare e lavoro e le politiche per la prima infanzia. Il calo della natalità si accompagna a un divario nell’occupazione femminile: in Italia lavora il 76% delle donne senza figli piccoli, contro il 55,5% di quelle con figli sotto i sei anni. NelLegnanese i posti disponibili per la prima infanzia sono 1.346, a fronte dei 1.966 corrispondenti al target europeo del 45% al 2030: la distanza è di circa 620 posti. Sono necessari servizi capaci di sostenere concretamente le famiglie, con interventi di elevata qualità e competenza pedagogica, educativa e relazionale.

Altrettanto rilevante è la fragilità economica e abitativa. Povertà, disuguaglianze, aumento dei costi dell’abitare e crescita delle famiglie unipersonali rendono l’accesso alla casa e la capacità di sostenere i costi della vita elementi centrali delle politiche sociali. A livello italiano ben l’8,0% dei nuclei familiari e il 9,3% dei singoli è in condizione di povertà assoluta.

A queste trasformazioni si aggiunge una sfida decisiva per la tenuta dei servizi: la disponibilità di professionisti e competenze. La difficoltà nel reperire figure qualificate richiede di interrogarsi anche su come attrarre, valorizzare e trattenere le professionalità del welfare.

Dal confronto agli scenari futuri

È proprio di fronte a queste trasformazioni che la dimensione consortile di Azienda So.Le. può esprimere il proprio valore: mettere in relazione competenze, responsabilità e punti di vista differenti, favorendo risposte coordinate e una visione condivisa delle priorità territoriali. Dopo la restituzione del contesto e dei dati del Bilancio, la seconda parte della mattinata si è svolta come tavolo di lavoro sul posizionamento strategico auspicato per il quinquennio 2027-2031.

Sergio Mazzini, Direttore Generale di Azienda So.Le., ha sottolineato la scelta del Consiglio di Amministrazione di riservare uno spazio significativo al confronto con i Comuni soci, perché le scelte strategiche nascessero dalle loro esigenze ed aspettative:

«Abbiamo raccolto prospettive diverse e le abbiamo messe in dialogo. Gli scenari che ne derivano sono un punto di partenza per definire priorità condivise e orientare le scelte dei prossimi anni».

Dal lavoro svolto sono emerse alcune direttrici strategiche sulle quali sviluppare il percorso dei prossimi anni:
– Rafforzare i servizi per la conciliazione, a partire dall’incremento dei posti disponibili negli asili nido e dal miglioramento della qualità e della flessibilità dell’offerta educativa.
– Sviluppare i servizi per l’inclusione degli adulti in difficoltà economica e abitativa, favorendo percorsi di accompagnamento e accesso alla casa.
– Consolidare l’impegno nell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, mantenendo elevata l’attenzione alla qualità degli interventi e al supporto alle scuole e alle famiglie.
– Ampliare progressivamente l’impegno nell’area degli anziani e della non autosufficienza, valorizzando le esperienze virtuose già presenti in alcuni Comuni e valutando lo sviluppo di servizi di co-housing e residenzialità, anche attraverso un maggiore raccordo con il sistema
sociosanitario.
– Investire nell’attrattività e nella valorizzazione delle professionalità, attraverso politiche capaci di rafforzare il riconoscimento dell’Azienda, rendendola attrattiva per i professionisti del welfare, in un mercato del lavoro sempre più complesso.
– Semplificare e rendere più fluidi i processi di governance e di raccordo tra i Comuni, favorendo una collaborazione efficace e una maggiore integrazione delle politiche e dei servizi.

Il Consiglio di Amministrazione di Azienda So.Le. guarda con fiducia al percorso avviato:

«Le conclusioni del confronto rappresentano infatti un primo passo verso la definizione di priorità condivise, con l’obiettivo di consolidare un welfare territoriale capace di evolvere insieme ai bisogni delle comunità», conclude Donata Nebuloni, Presidente del Consiglio di Amministrazione.