La missione Artemis II della Nasa vede alcuni due suoi componenti realizzati nel sito di Nerviano di Leonardo.
La missione Artemis II e la Luna
E’ partita la missione Artemis II, con in lancio avvenuto al Kennedy Space Center. Obiettivo: entro il 2028, riportare l’uomo sulla Luna e far mettere il primo piede di donna sul suolo lunare. Quattro astronauti stanno viaggiando da giorni a bordo del veicolo Orion per il quale si è visto al lavoro lo stabilimento Leonardo di Nerviano, dove i tecnici hanno realizzato i pannelli fotovoltaici che compongono le quattro “ali” del modulo e le unità di controllo e distribuzione della potenza.
La soddisfazione della Regione
“Siamo di fronte a uno di quei momenti che segnano la storia e che continuano a catturare milioni di spettatori in tutto il mondo, alimentando il sogno dell’esplorazione spaziale. La missione Artemis II non rappresenta solo un nuovo inizio, ma sta già producendo risultati concreti: il viaggio della capsula Orion ha raggiunto la distanza più lontana mai toccata dall’uomo, superando ogni limite del passato, e ha completato il sorvolo del lato nascosto della Luna, aprendo una nuova fase dell’esplorazione umana nello spazio”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale lombardo e promotore dell’intergruppo consiliare sulla Space Economy, Christian Garavaglia, commenta i più recenti sviluppi della missione della Nasa, che ha già completato la fase più distante dalla Terra e avviato il viaggio di rientro dopo il passaggio attorno alla Luna, segnando un risultato storico a oltre cinquant’anni dalle missioni del programma Apollo program.
L’Onorevole Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo parlamentare della Space Economy aggiunge: “La missione segna l’avvio concreto di un progetto strutturato e di lungo periodo che individua la Luna come primo approdo stabile, laboratorio operativo e snodo logistico per l’esplorazione dello spazio profondo. I risultati già raggiunti dimostrano che siamo entrati in una fase pienamente operativa: la capacità di spingersi oltre i limiti storici e di operare anche sul lato nascosto della Luna conferma la maturità tecnologica raggiunta e apre prospettive inedite per la presenza umana nello spazio”.
Garavaglia e Mascaretti richiamano il quadro strategico internazionale: “L’obiettivo dichiarato è ambizioso e concreto: arrivare entro il 2036 alla realizzazione di una base lunare permanente, sostenuta da investimenti superiori ai 30 miliardi di dollari e dalla collaborazione di oltre 60 Paesi. I traguardi già raggiunti in queste ore confermano la determinazione della Nasa nel puntare sulla superficie lunare come piattaforma stabile e non solo sull’orbita, in una chiara ottica di competizione geopolitica con altri grandi attori globali, come la Cina”.
In questo scenario, il ruolo dell’Italia è centrale. “Il nostro Paese è già protagonista grazie a una filiera industriale e tecnologica di assoluto livello. L’Italia è impegnata nella realizzazione di moduli abitativi destinati ad accogliere gli astronauti nelle fasi iniziali del progetto lunare: un contributo strategico che accompagna e rende possibili traguardi come quelli raggiunti dalla missione Orion” sottolineano, ricordando anche il lavoro del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
!Il nostro territorio lombardo è il cuore di una filiera composta da oltre 200 imprese, che impiegano più di 28.000 addetti e generano un fatturato superiore ai 6 miliardi di euro – conclude Garavaglia – Questi numeri testimoniano il contributo fondamentale che il comparto aerospaziale lombardo offre all’economia del Paese e a missioni che oggi stanno ridefinendo i confini dell’esplorazione umana”. La filiera italiana, complessivamente, annovera oltre 415 aziende e prevede investimenti stimati per 7,5 miliardi entro il 2027.